Pandora, il thriller d'azione erede del primo Lupin
La bibliografia di Monkey Punch è un vasto laboratorio creativo che, sfruttando il tratto sporco del disegno e l'estetica hard-boiled degli anni Sessanta, fu capace di generare mondi alternativi che allargarono e completarono il DNA narrativo di "Lupin III".
Tra queste gemme
parzialmente oscurate dal tempo brilla "Pandora", un thriller
d'azione viscerale e sperimentale che indugia su toni cupi e situazioni di
violenza tipiche del genere seinen per adulti.
Questo manga che
apparve e scomparì come una cometa, brillò per la prima volta nel 1969 sulle
pagine di Weekly Manga Action.
Pubblicata proprio
nella finestra temporale che separa la conclusione della prima storica serie di
Lupin dall'inizio delle sue "Nuove Avventure" nel 1971,
"Pandora" non è solo un’opera contemporanea al ladro gentiluomo, ma
ne è quasi un’estensione genetica.
Il legame è sancito
ufficialmente dall'ultimo capitolo del primo manga di Lupin, intitolato
"Addio, amato Lupin!", che funge da geniale pseudo-anteprima: al culmine
di quell’epilogo caotico, l'impero criminale di Lupin venne smantellato proprio
da una misteriosa organizzazione giornalistica clandestina chiamata Pandora.
Il boss di questo
misterioso gruppo, scrutando l’orizzonte del fallimento dei Lupin, pronuncia la
frase fatidica ("Per il momento, osserveremo le loro attività...") che
funge da anello di congiunzione narrativo tra i due manga.
La storia si focalizza su un trio di giornalisti "ombra" che operano costantemente al di fuori della legalità. Questi reporter d'assalto si infiltrano dove la polizia e i media ufficiali non osano spingersi, a caccia di scoop esclusivi e verità sepolte tra il cemento delle metropoli giapponesi.
La struttura del team
ricalca le agenzie investigative noir e le dinamiche delle squadre d'azione
tipiche di Monkey Punch, con un'ispirazione evidente alla serie televisiva "Mission: Impossible", allora popolarissima anche in Giappone e ancora
ben lontana dal diventare il blockbuster cinematografico di Tom Cruise.
Al vertice dell'organizzazione siede il Boss, un leader misterioso confinato su una sedia a rotelle. Nonostante la disabilità, la sua intelligenza superiore e una rete tentacolare di contatti lo rendono un burattinaio formidabile, capace di scovare le notizie più pericolose e dirigere i suoi agenti con un cinismo glaciale, convinto che lo scoop valga sempre più della vita umana.
Il braccio operativo di Pandora è Sankuro, il protagonista assoluto, un antieroe cinico e determinato che esteticamente incarna il canone estetico di Monkey Punch. Questo personaggio ha capelli scuri, basette prominenti e un abbigliamento che richiama più i detective americani che i rigidi agenti della polizia giapponese.
Sankuro è, in tutto e
per tutto, un Lupin che ha sostituito il furto con l’informazione: laddove il
ladro scassinerebbe una cassaforte, lui usa micro-fotocamere e registratori
d'avanguardia per catturare prove compromettenti.
Accanto a lui opera Catherine (Kyasarin, in originale), la femme fatale super sexy indispensabile per il gruppo. Catherine è l'esca perfetta, capace di infiltrarsi nell'alta società grazie al fascino e alla seduzione, fungendo da ponte radio vitale tra il Boss e Sankuro durante le missioni più rischiose.
Un esempio emblematico
della loro attività è l'indagine sulla setta dei sicari di "Shi no
seppun", il Bacio della Morte, un'organizzazione criminale i cui membri
sono riconoscibili solo per un inquietante tatuaggio raffigurante
un demone.
In questa vicenda, il
ritmo si fa serrato: Catherine attira i bersagli, il Boss coordina i movimenti
via radio come un regista e Sankuro si immerge nel pericolo usando
travestimenti e maschere per fotografare i colpevoli.
Il detective reporter
finisce inevitabilmente per diventare la preda di una caccia all'uomo spietata
in cui deve contare solo sull'astuzia per sopravvivere a professionisti
dell'omicidio tecnicamente più forti di lui.
Somiglianze
Il pessimismo ironico e
le tinte fosche di "Pandora" anticipano ed evolvono concetti che
Monkey Punch avrebbe poi perfezionato in "Shamneko" (Gatte Siamesi)
nel 1972.
Se "Pandora"
gettava le basi dello spionaggio giornalistico, "Shamneko" sposta
l'asticella verso il dinamismo grafico estremo e l'umorismo nero, raccontando
di Hibiya Jun e Yamanote Naomi, due popolari DJ radiofoniche che nascondono la
loro identità di agenti d'élite anti-terrorismo.
C’è un filo rosso che
lega Catherine di "Pandora" (e Fujiko di Lupin) alle letali
protagoniste di "Shamneko" e cioè la capacità di usare la bellezza
come arma, evolvendosi però da figure di supporto a vere macchine da guerra
addestrate.
Questo concetto di carriera
glamour come copertura anticipa di un decennio temi che avremmo rivisto in
"Occhi di gatto" di Tsukasa Hojo, ma con la cattiveria tipica degli
anni Settanta di Monkey Punch, dove le scene di infiltrazione mescolano
erotismo e violenza cruda.
Jun e Naomi
rappresentano il punto di equilibrio perfetto della mentalità dell'autore,
unendo l'eleganza di Maria (da "Cinderella Boy") alla freddezza
tecnologica e spionistica che avrebbe caratterizzato la sua produzione
successiva.
L'odissea editoriale
Nonostante il valore
storico e artistico, "Pandora" porta con sé un'aura di opera
maledetta a causa di un'odissea editoriale tormentata.
Il manga rimase
incompiuto, lasciando nel limbo i segreti del Boss e il destino finale di
Sankuro. Non vengono descritti né il quadro completo dell'organizzazione né il
passato dei tre agenti.
L'unica raccolta in
volume mai pubblicata risale alla collana Power Comics del 1976, ma si tratta
di un'edizione tristemente incompleta che contiene solo i primi capitoli,
inclusa la saga del Bacio della Morte.
Mi hanno detto che
esistano capitoli perduti, apparsi solo sulla rivista Weekly Manga Action nel
1969 e mai ristampati, rendendo oggi la lettura integrale di
"Pandora" un'impresa quasi impossibile, riservata solo ai
collezionisti disposti a scovare a peso d’oro le rare copie originali
dell'epoca.
Ma, pur nella sua brevità e frammentarietà, "Pandora" rappresenta il consolidamento di quello stile adulto e d'avanguardia che Monkey Punch aveva iniziato a esplorare con le prime avventure di Lupin.








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