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Quando gli anime presero il volo (e poi inciamparono)

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Devo essere sincero: fino a poco tempo fa, sapevo ben poco di cosa fosse davvero successo nel mondo dell’animazione giapponese negli anni ’60. Conoscevo i nomi più famosi, qualche titolo storico come Tetsuwan Atomu (Astro Boy), alcune notiziole incrociate sui quotidiani, ma non avevo mai approfondito quel periodo turbolento e affascinante in cui tutto cominciò. Così ho deciso di documentarmi, di scavare un po’. Non serve una laurea in cultura otaku per orientarsi un minimo. Ho scartabellato riviste, incrociato fonti e cercato di mettere insieme qualche pezzo. E cosa ho scoperto? Un mondo pieno di drammi, colpi di scena, animatori insonni che dormono meno di un barista in turno di notte, sponsor capricciosi e un certo Tezuka Osamu  (il sole attorno al quale ruotavano gli altri pianeti) che lavorava come se fosse posseduto da uno spirito creativo iperattivo. Altro che “cartoni animati per bambini”. Questo post è un tentativo di mettere ordine nel mio caos mentale, una sintesi semise...