Samurai Giants, il mondo Kajiwara allo stato puro
Tra gli anime sportivi e baseballistici degli anni ’70, accanto a Tommy, la stella dei Giants, molti giapponesi citerebbero sicuramente Samurai Giants.
Gli appassionati di quella generazione ricordano ancora perfettamente la celebre sigla e in tanti ricorderanno anche gli innumerevoli 'lanci magici' del protagonista Banba Ban.
Tuttavia, non tutti
sapranno che anche quest’opera aveva come autore originale Ikki Kajiwara, il
manga originale era serializzato su Weekly Shonen Jump, e che la produzione
anime coinvolse uno staff incredibilmente prestigioso.
Vediamo quindi,
insieme anche al manga originale, il fascino di questo capolavoro
dell’animazione baseballistica dell’era Showa.
Cos’è
“Samurai Giants”?
Il manga originale Samurai Giants aveva come autore originale Kajiwara Ikki, mentre i disegni erano di Inoue Ko. Venne pubblicato su rivista dall’anno 1971 al 1974, e infine raccolto in 16 volumi.
L’anime televisivo omonimo andò i onda dall’ottobre 1973 al settembre 1974, quindi per circa un anno, ogni domenica alle 19h30 per un totale di 43 episodi più 2 episodi riassuntivi.
Quest’opera è
ricordata soprattutto nella sua versione anime. Negli anni ’70 e ’80 mi
raccontano che veniva continuamente ritrasmessa nel tardo pomeriggio.
Del
resto comparivano veri giocatori professionisti col loro nome reale e venivano
inserite persino immagini live-action.
Inoltre,
il protagonista Banba Ban aveva un nome memorabile, i suoi lanci magici erano
sempre più spettacolari, senza contare che la sigla ebbe un impatto enorme.
La regia frenetica e dinamica tipica della Tokyo Movie Shinsha dell’epoca contribuì enormemente al successo.
Lo staff che lo curò,
d’altronde, era incredibile: la regia di Nagahama, la supervisione
animazione di Otsuka, lo storyboard di Tomino e addirittura Miyazaki partecipò al primo episodio come animatore chiave.
Grazie a tutto
questo, l’anime risultava divertente persino per bambini non interessati al
baseball o all’epoca d’oro dei Tokyo Giants.
Supereremo Tommy la stella dei Giants!
Weekly
Shonen Jump venne lanciata nel luglio 1968 inizialmente
come rivista quindicinale, per poi diventare settimanale l'anno successivo. Il celebre
slogan della rivista era 'Amicizia, impegno e vittoria'.
All’epoca, la linea
editoriale prevedeva che ogni manga contenesse almeno uno di questi elementi.
Nel 1971 la rivista
superò ufficialmente il milione di copie, e nell’agosto 1973 riuscì finalmente
a superare Weekly Shonen Magazine diventando la rivista manga più
venduta del Giappone.
Samurai Giants fu
una delle opere che sostennero questa crescita.
Tra
i manga serializzati nello stesso periodo figuravano Dokonjo Gaeru, Mazinga
Z, Hadashi no Gen, Play Ball e Astro Kyudan.
Shueisha, che aveva
ottenuto i diritti manga della squadra pro dei Tokyo Giants, voleva
assolutamente creare un manga di baseball capace di superare Tommy la stella
dei Giants.
Per questo richiamò
proprio Kajiwara come autore e affidò i disegni al promettente esordiente Inoue. La serializzazione iniziò proprio il mese successivo alla conclusione
di Tommy la stella dei Giants.
Chi era Inoue Ko?
Inoue aveva iniziato come assistente di mangaka affermati. Aveva già pubblicato qualche storia breve, ma Samurai Giants fu il suo vero debutto seriale.
Curiosamente, tra gli assistenti presenti nello studio durante la lavorazione c’era anche un giovane Kurumada Masami, che anni dopo sarebbe diventato famosissimo grazie a Saint Seiya, i Cavalieri dello Zodiaco.
Tommy
la stella dei Giants e Samurai Giants
Essendo
entrambe opere di Kajiwara, ambientate durante nella cosiddetta 'era V9'
dei Giants (cioè quando vinsero nove titoli consecutivi) e piene di veri
giocatori professionisti come Nagashima e Sadaharu Oh, il confronto con
Tommy la stella dei Giants divenne inevitabile.
La differenza principale stava nel protagonista. Hoshi Hyuma (Tommy) era serio, disciplinato, appassionato per non dire ossessionato dal baseball.
Mentre Ban era un ragazzo impulsivo e competitivo, spesso allegro ed esagerato,
sicuramente un giocatore emotivo con un controllo dei lanci a dir poco disastroso.
Inoltre, mentre Tommy aspirava a diventare una stella dei Giants, Ban inizialmente si era ribellato proprio all’autorità dei Giants.
La loro situazione familiare era speculare: Tommy conviveva col padre tiranno e la sorella
maggiore, mentre Ban aveva una madre e una sorella diciamo ‘normali’.
Entrambe le opere finirono per concentrarsi sullo sviluppo dei lanci magici. Tuttavia Samurai Giants era molto più assurdo e sopra le righe, tanto che alcuni all’epoca lo deridevano definendolo una copia di seconda mano, e ancor peggio un prodotto per poppanti.
L’anime di “Samurai Giants”
La versione anime è famosa per aver riunito un team eccezionale: Nagahama, Miyazaki, Kotabe, Dezaki e Tomino. L’atmosfera delle espressioni e delle azioni mi ha sempre richiamato Lupin III.
Inizialmente si era pensato a Takahata come regista, ma questi lasciò il progetto per dirigere Heidi. Anche Miyazaki e Kotabe seguirono Takahata e abbandonarono presto la produzione.
Il primo episodio è
ancora oggi molto celebrato: la scena iniziale, con Ban che salta contro una
gigantesca balena durante una tempesta, ricorda chiaramente Conan, il ragazzo
del futuro.
Le
celebri sigle
La famosissima prima opening, intitolata “Zuntatata~” è cantata dal famoso Mizuki Ichiro. La seconda opening fu Oja Samurai Giants, su testi di Kajiwara.
La frase “Sotto il vessillo dei Giants...” scritta proprio da Kajiwara, viene ancora oggi cantata negli stadi come canzone di supporto dei Giants.
La
guerra degli ascolti
L’anime partì con enormi aspettative come “il secondo anime sui Giants dopo Tommy”, ma gli ascolti ristagnarono. Il motivo? Due potentissimi programmi concorrenti: prima Le favole della foresta (in originale Yama nezumi Rokki Chakku, letteralmente Rocky Chuck il topo di montagna), ma soprattutto Heidi.
Samurai Giants andava in onda subito prima di Star Blazers e persino la corazzata Yamato
soffrì la concorrenza di Heidi. Per contrastare la situazione, la Yomiuri Tv inserì
filmati reali di baseball, seguì l’andamento reale del campionato ed enfatizzò
i veri giocatori dei Giants.
Come conseguenza, però, molte parti del manga originale vennero tagliate, a cominciare dalla crescita tecnica di Ban, gli allenamenti e soprattutto lo sviluppo dei lanci magici.
Il team manager Kawakami gli aveva spiegato che era troppo mingherlino, i suoi lanci erano troppo leggeri e il suo caricamento facilitava i furti di base.
Così, Ban si era ingegnato per sviluppare dei lanci unici e imbattibili. Tuttavia, i fortissimi battitori della lega trovavano sempre le contromisure, costringendo il protagonista a ingegnarsi per inventarne un altro.
Ecco i lanci magici di Ban, che venivano puntualmente ribattuti...
Magic Ball High Jump
Si tratta del primo lancio
speciale di Ban. Posizionatosi sul mound, Ban prende lo slancio saltando
oltre 4 metri, e scaglia una palla velocissima usando tutto il peso corporeo.
Con questa tecnica
realizza addirittura una partita perfetta annunciata in anticipo. Ma il potente
slugger dei Chunichi Dragons riuscirà a colpirlo e Ban finirà
in ospedale.
Magic
Ball High Jump, Variante del Gambero
Durante il ricovero, Ban sviluppa un nuovo lancio ispirato a una canna da pesca: inarcando il corpo all’indietro ottiene un tiro imprevedibile e potentissimo.
Anche questo però verrà
reso inoffensivo dal battitore degli Hanshin Tigers Wolf Chief.
Magic
Ball, Grande Palla Rotante
Tornato nella sua
città natale, Ban trae ispirazione da un barile che rotola. Nasce così la 'Grande Palla Rotante': Ban ruota su sé stesso a velocità folle, rendendo il
tiro invisibile all’occhio umano.
Ma anche questa verrà ribattuta dal geniale Hikaru degli Yakult.
Magic
Ball, Palla Clone
Ban decide allora di intraprendere
un viaggio solitario per meditare e riflettere su sé stesso, e apprende una
tecnica marziale chiamata 'Shizen shakuryokuho' (pressappoco, 'metodo di
sfruttamento delle forze naturali'), capace di aumentare enormemente la forza
della presa.
Stringendo la palla
fino a deformarla, Ban creerà la 'Palla Clone'. Ma anche questa verrà subito ribattuta.
Ban migliorerà
la tecnica creando la variante 'Palla Clone Verticale', ma perfino questa verrà
colpita dal battitore americano Rosie Jacks degli Athletics.
Differenze
tra manga e anime
L’anime segue
fedelmente il manga solo fino all’introduzione della Magic Ball High Jump. Successivamente
si svilupperà in modo del tutto originale.
L’anime
accentua inoltre il carattere folle di Ban che gli farà compiere imprese
assurde: tra le più incredibili, il ragazzo affronterà una balena e abbatterà
un elicottero dei Giants con un salto.
Oltre a queste situazioni no-limit, nell’anime compaiono personaggi originali inesistenti nel manga dove, invece, le motivazioni di Ban sembravano molto più serie e legate ai tecnicismi del baseball.
Il
finale shock del manga
Il finale del manga è
scioccante. Banba Ban muore!
A causa dell’uso eccessivo della 'Palla Clone', Ban subirà un arresto cardiaco e morirà sul monte di lancio, restando stecchito, immobile come una statua di sale.
L’ultima scena sarà
il funerale ufficiale organizzato dalla squadra.
Dietro questo finale
c’era un motivo preciso. Fin dall’inizio esisteva una regola implicita e cioè, se
i Giants non avessero vinto il campionato, il manga avrebbe immediatamente chiuso i battenti.
E infatti nel 1974 i Giants mancarono la decima vittoria consecutiva e per questo motivo la serie terminò bruscamente.
L’ultimo capitolo venne pubblicato in concomitanza con la partita d’addio del leggendario Nagashima del 14 ottobre 1974.
Il finale dell’anime
A differenza del manga, l’anime termina felicemente. I Giants affronteranno gli Athletics nelle World Series Giappone contro USA. Ban verrà ancora sconfitto da Rosie Jacks e fuggirà addirittura dallo stadio Korakuen.
La fidanzata Rika lo accompagnerà allora sulla ruota panoramica del parco divertimenti adiacente allo stadio e gli chiederà “Ban-chan... guarda il campo laggiù, cosa ti sembra?” E lui le risponderà “Una gigantesca balena!”.
Questo episodio basterà a ridargli slancio e coraggio per rimettersi in gioco.
Ban tornerà sul monte e produrrà il suo lancio definitivo, chiamato 'Miracle Ball', in pratica una fusione di tutte le palle magiche precedenti, grazie al quale sconfiggerà l'americano Rosie Jacks.
Alla fine, il manager
Kawakami gli dirà: “Ban, congratulazioni. Non sei più soltanto il samurai dei
Giants. Ora sei diventato il samurai del mondo intero!”
Samurai Giants è un’opera che qui quasi tutti conoscono, ma forse racchiude molti aspetti meno noti di quanto si pensi.
Grazie a questa serie ai limiti
dell’assurdo sarebbe poi arrivato il leggendario manga di baseball iperbolico e
sovrumano intitolato Astro Kyudan.
Ma, come si suole
dire, questa è un’altra storia.
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