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Gli anime sportivi: brillano i personaggi secondari

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Quali sono i vostri anime sportivi preferiti? Ogni sport ha il suo eroe, e ogni eroe ha la sua storia, spesso disegnata in un mondo in bianco e nero che poi esplode a colori sullo schermo.  C'è un filo invisibile e potente che lega intere generazioni di giapponesi e, in parte, alcune delle nostre: quello delle sigle a tutto volume e delle sfide epiche che si consumavano sugli schermi delle tv. Ma quali di questi capolavori hanno davvero lasciato il segno? Quando si parla di cartoni giapponesi legati allo sport, si parla di fatica, sudore e del fuoco sacro che brucia negli occhi dei protagonisti.  Se anche la vostra infanzia, come quella di molti giovani giapponesi, è stata scandita da allenamenti massacranti visti in tv e da frasi motivazionali urlate sul campo da gioco, sapete di cosa sto parlando.  In particolare negli anni ‘60 e ‘70, al culmine dell’ era Showa (che si concluse nel 1989), il Giappone attraversò un periodo di esponenziale crescita economica. La cultura ...

Quando gli anime presero il volo (e poi inciamparono)

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Devo essere sincero: fino a poco tempo fa, sapevo ben poco di cosa fosse davvero successo nel mondo dell’animazione giapponese negli anni ’60. Conoscevo i nomi più famosi, qualche titolo storico come Tetsuwan Atomu (Astro Boy), alcune notiziole incrociate sui quotidiani, ma non avevo mai approfondito quel periodo turbolento e affascinante in cui tutto cominciò. Così ho deciso di documentarmi, di scavare un po’. Non serve una laurea in cultura otaku per orientarsi un minimo. Ho scartabellato riviste, incrociato fonti e cercato di mettere insieme qualche pezzo. E cosa ho scoperto? Un mondo pieno di drammi, colpi di scena, animatori insonni che dormono meno di un barista in turno di notte, sponsor capricciosi e un certo Tezuka Osamu  (il sole attorno al quale ruotavano gli altri pianeti) che lavorava come se fosse posseduto da uno spirito creativo iperattivo. Altro che “cartoni animati per bambini”. Questo post è un tentativo di mettere ordine nel mio caos mentale, una sintesi semise...

Tre perle inedite del genere supokon (e il suo decadimento)

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Anche al giorno d’oggi, gli anime a tema sportivo mantengono un’enorme popolarità e sono incredibilmente coinvolgenti. Un paio di anni fa ho sussultato di nuovo guardando in tv  The First SLAM DUNK , e ho goduto per serie come Haikyu!!  (L'asso del volley) e, sebbene sia un po’ atipico, Blue Lock . Lo sport, in ogni epoca e per ogni generazione, ha l’innata capacità di regalare gioia e commozione, e come diceva un famoso drammaturgo locale “ nessun dramma può competere con l’emozione dello sport ”.  È inevitabile, dunque, che gli anime che ne parlano siano così avvincenti.  Negli anni ’70 il genere era ricco di capolavori, tre titoli su tutti " Kyojin no Hoshi " (Tommy la stella dei Giants), " Ashita no Jo " (Rocky Joe) e " Tiger Mask " (L'Uomo Tigre), ora conosciutissimi anche fuori dai confini dell’arcipelago.  Ma oltre a questi ne vennero trasmessi altri, ancora sconosciuti in Italia, che tuttavia qui sono considerati anime notevoli per i loro ...

Tokyo Movie Shinsha alla conquista il mondo: la mappa che racconta l’epopea globale degli anime

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Un tesoro nascosto in una vecchia rivista: perché a volte basta una singola immagine per riaccendere un intero universo di ricordi. Sfogliando una rivista giapponese d’epoca, Gekkan OUT del gennaio 1981 , mi sono imbattuto in una mappa che documenta la diffusione globale degli anime prodotti da Tokyo Movie Shinsha , lo storico studio che dette vita a capolavori come Lupin III, Remì, Lady Oscar e Jenny la tennista.   Fondata nel 1964, Tokyo Movie segnò la storia dell’animazione giapponese. Negli anni ’70 e ’80, lo studio seppe esportare i suoi titoli in Europa, Asia, America Latina e Medio Oriente, contribuendo alla nascita di un vero e proprio culto internazionale per gli anime. Intitolata Tokyo muubii anime kaigai yushutsu jokyo sekai chizu (Tokyo Movie: mappa mondiale della distribuzione degli anime all’estero), rappresenta una mappa promozionale che mostra con stile giocoso dove le serie animate dello studio Tokyo Movie (oggi TMS Entertainment) erano state esportate all’e...

L'inizio dell'era funesta di Lupin III

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Metto per un attimo da parte il baseball e scelgo di scrivere su una delle produzioni più controverse e chiacchierate della saga del ladro gentiluomo: " Lupin III - La leggenda dell'oro di Babilonia ", il terzo lungometraggio cinematografico, uscito in Giappone nel 1985 e arrivato in Italia nel 1987. Il motivo? Una trafiletto ingiallito di un vecchio giornale. Ma procediamo con ordine. Per me, il Lupin in giacca verde anni '70 era un vero capolavoro, la miglior versione di sempre, la più vicina al manga originale, le cui meraviglie, a decenni dal debutto in Italia, mi balenano ancora sotto gli occhi.  Il Lupin in giacca rossa dei primi anni '80, al contrario, si era allontanato troppo dai toni cupi e violenti della serie precedente, strizzando l'occhio a una leggerezza eccessiva e alla comicità. Senza contare i doppiatori cambiati, la regia, Fujiko chiamata Margot e altri compromessi che mi avevano fatto storcere il naso. L'ho sempre considerata una vers...

Tutti uguali? La doppia vita dei personaggi di Adachi

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È innegabile che Adachi Mitsuru sia un autore che ha fatto della somiglianza fisica un marchio di fabbrica. I suoi personaggi sono tutti uguali? In Giappone è spesso uno degli argomenti più dibattuti su questo autore. Lui lo sa benissimo e ci scherza su. Se l'artista è il primo a farsi una risata sul suo difetto, chi siamo noi per non sorridere? I suoi difensori sostengono il concetto dell'identità basata su un tratto che è indice di personalità, non certo pigrizia creativa. Quindi, non sarebbe omologazione, bensì personalità del tratto.  Il tratto può e deve crescere e maturare, ma lo stile deve rimanere fedele a se stesso. Quando si prende in mano un suo manga si capisce che sia lui, senza nemmeno bisogno di scorrere un paio di pagine. È un segno distintivo.  Se l'ossessione dei detrattori ricade solo sul bel disegno, allora si dovrebbero buttare al cesso autentici capolavori per colpa di tavole disegnate male. La matita di Adachi crea linee curate, sfondi puliti ed è eff...