Post

Shinjuku 1984, quando il cinema occupava i muri e i sogni

Immagine
Ovvero, luci, poster e pinku eiga.  Ovvero, un breve viaggio in una Tōkyō che non c’è più. Sono inciampato casualmente in una foto online e, puff, sono stato risucchiato in un’altra dimensione temporale senza nemmeno il bisogno di una DeLorean. Mi è successo osservando uno scatto datato aprile 1984 (https://www.instagram.com/tokyo_timeslip/), un’immagine che cattura uno scorcio di Shinjuku così vibrante da sembrare quasi magico, una Tōkyō che purtroppo non ho mai visto dal vivo essendo approdato in Giappone solo nel 1992. Eppure, quel corridoio brulicante di vita che collegava l’entrata Ovest dell’immensa stazione ferroviaria non esiste più, spazzato via dal tempo e sostituito dal moderno palazzo Shinjuku Palette che oggi ospita, tra i vari negozi, un colosso come Uniqlo.  Tuttavia, a rapirmi il cuore in quello scatto non è stata l’architettura, bensì i poster cinematografici affissi alle pareti: una vera e propria finestra sulla cultura pop di quarant’anni fa, quando lo ...

Ripercorrendo la storia delle gyaru (5)

Immagine
È affascinante osservare come le uniformi, inizialmente pioniere dell'abbigliamento occidentale per le donne, siano diventate un simbolo della gioventù dopo la guerra per poi trasformarsi in uno strumento di ribellione contro la società degli adulti e in un mezzo per creare comunità tra gli adolescenti. L'uniforme scolastica Negli anni Settanta, il Giappone adolescente cominciò a guardarsi allo specchio e a riscoprire sé stesso attraverso ciò che indossava. Le uniformi scolastiche, nate come pionieristiche vesti occidentali per le giovani studenti in un paese ancora legato a yukata e kimono , si trasformarono lentamente in qualcosa di più intimo e sovversivo: un linguaggio silenzioso di libertà. Dopo la guerra, la loro immagine ordinata e pulita era divenuta il simbolo stesso della gioventù, la rappresentazione di un futuro in costruzione. Ma a un certo punto le stesse divise iniziarono a scricchiolare: il desiderio di sfuggire alla rigida disciplina degli adulti prese f...

Anime e censura: se pensavate che Lilly fosse audace, non conoscete Robokko Beaton

Immagine
Avete presente quella sottile linea rossa tra l’educazione e lo scandalo? Chiacchierando con un coetaneo giapponese ho scoperto che mentre noi restavamo ipnotizzati dalle innocenti trasformazioni di una bambina e dalle sue pillole rosse e blu legate all’educazione sessuale, nel 1976 il Giappone trasmetteva Robokko Beaton , un anime scherzoso sulla falsariga di Doraemon che, probabilmente, avrebbe fatto accapponare la pelle a qualunque comitato di genitori italiani. Come dicevo, è tutto nato da una recente conversazione tra boomer . Si parlava di nostalgia, di pomeriggi e serate davanti alla TV, di cartoni innocenti e anche di censura. Mi è venuto spontaneo citare " I bonbon magici di Lilly " ( Fushigi na Melmo ): i toni del cartone erano lievi e innocenti, ma gli argomenti trattati, cioè le trasformazioni di Lilly (Melmo) e i temi dell’educazione sessuale accennati da Tezuka Osamu, risultavano curiosamente precoci. Il Dio del Manga voleva spiegare ai bambini come cambia il c...

Ripercorrendo la storia delle gyaru (4)

Immagine
Negli anni Novanta bastava pronunciare la parola gyaru per evocare un intero universo scintillante e ribelle: le già citate amuraa seguaci di Amuro Namie, le kogyaru in minigonna e calze slouchy , i pellegrinaggi verso il tempio della moda giovanile per eccellenza, lo Shibuya 109. Poi arrivarono le yamanba , i loose socks , le ciglia finte, la danza para para e, naturalmente, le ragazze dalla pelle color bronzo profondo, le ganguro . Le gyaru per come le intendono ora nacquero con le amuraa , ma la devianza raggiunse il suo culmine con sottogruppi come le ganguro e le yamanba . Un passo alla volta. Il fenomeno ganguro e l'apice della cultura gyaru Nel 1995 nacque la rivista egg , destinata a diventare uno dei media chiave nella diffusione della cultura gyaru . All'epoca le riviste avevano un'influenza enorme rispetto a oggi, e una parte importantissima della diffusione della cultura gyaru avvenne proprio attraverso le comunità costruite attorno a queste pubblicazi...