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Ripercorrendo la storia delle gyaru (5)

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È affascinante osservare come le uniformi, inizialmente pioniere dell'abbigliamento occidentale per le donne, siano diventate un simbolo della gioventù dopo la guerra per poi trasformarsi in uno strumento di ribellione contro la società degli adulti e in un mezzo per creare comunità tra gli adolescenti. L'uniforme scolastica Negli anni Settanta, il Giappone adolescente cominciò a guardarsi allo specchio e a riscoprire sé stesso attraverso ciò che indossava. Le uniformi scolastiche, nate come pionieristiche vesti occidentali per le giovani studenti in un paese ancora legato a yukata e kimono , si trasformarono lentamente in qualcosa di più intimo e sovversivo: un linguaggio silenzioso di libertà. Dopo la guerra, la loro immagine ordinata e pulita era divenuta il simbolo stesso della gioventù, la rappresentazione di un futuro in costruzione. Ma a un certo punto le stesse divise iniziarono a scricchiolare: il desiderio di sfuggire alla rigida disciplina degli adulti prese f...

Anime e censura: se pensavate che Lilly fosse audace, non conoscete Robokko Beaton

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Avete presente quella sottile linea rossa tra l’educazione e lo scandalo? Chiacchierando con un coetaneo giapponese ho scoperto che mentre noi restavamo ipnotizzati dalle innocenti trasformazioni di una bambina e dalle sue pillole rosse e blu legate all’educazione sessuale, nel 1976 il Giappone trasmetteva Robokko Beaton , un anime scherzoso sulla falsariga di Doraemon che, probabilmente, avrebbe fatto accapponare la pelle a qualunque comitato di genitori italiani. Come dicevo, è tutto nato da una recente conversazione tra boomer . Si parlava di nostalgia, di pomeriggi e serate davanti alla TV, di cartoni innocenti e anche di censura. Mi è venuto spontaneo citare " I bonbon magici di Lilly " ( Fushigi na Melmo ): i toni del cartone erano lievi e innocenti, ma gli argomenti trattati, cioè le trasformazioni di Lilly (Melmo) e i temi dell’educazione sessuale accennati da Tezuka Osamu, risultavano curiosamente precoci. Il Dio del Manga voleva spiegare ai bambini come cambia il c...

Ripercorrendo la storia delle gyaru (4)

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Negli anni Novanta bastava pronunciare la parola gyaru per evocare un intero universo scintillante e ribelle: le già citate amuraa seguaci di Amuro Namie, le kogyaru in minigonna e calze slouchy , i pellegrinaggi verso il tempio della moda giovanile per eccellenza, lo Shibuya 109. Poi arrivarono le yamanba , i loose socks , le ciglia finte, la danza para para e, naturalmente, le ragazze dalla pelle color bronzo profondo, le ganguro . Le gyaru per come le intendono ora nacquero con le amuraa , ma la devianza raggiunse il suo culmine con sottogruppi come le ganguro e le yamanba . Un passo alla volta. Il fenomeno ganguro e l'apice della cultura gyaru Nel 1995 nacque la rivista egg , destinata a diventare uno dei media chiave nella diffusione della cultura gyaru . All'epoca le riviste avevano un'influenza enorme rispetto a oggi, e una parte importantissima della diffusione della cultura gyaru avvenne proprio attraverso le comunità costruite attorno a queste pubblicazi...

Scuola e baseball, Koshien graffiti

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Anni fa, nel 2010, mi sono imbattuto in un video di YouTube coinvolgente, una vera chicca. Si intitolava Koshien tanjo sorezore no natsu (La nascita del Koshien e le sue diverse estati), ed era un viaggio emozionante attraverso i momenti chiave della vita di questo stadio iconico. Il video non si limitava a celebrare una struttura, ma raccontava come essa abbia accarezzato e incendiato la passione sportiva dei giapponesi, forgiando ricordi indelebili nella storia del baseball studentesco.  Dalla nascita al simbolo magico (1924 - 1947) Le prime immagini del video ci riportano a un Koshien in un nostalgico bianco e nero. Siamo nel 1924 , e le telecamere filmano la conclusione dei lavori dello stadio. L'anno successivo, ecco un dettaglio che ne definirà l'anima: viene inserito il magnifico score board nero, posizionato in linea d'aria proprio alle spalle della seconda base. La struttura divenne il vero, inconfondibile simbolo di quest'ambiente magico: con la sua torretta...