Un’anime, un giorno e un’ora
Ovvero, traduzione e lettura di palinsesti dimenticati. Infatti, c ’è un aspetto della televisione giapponese che, a differenza di quanto si potrebbe pensare, non è affatto scomparso. Anche oggi esistono anime che si guardano a un’ora precisa, in un giorno preciso, una volta a settimana. Mi vengono in mente serie come Sazae-san , Doraemon o Crayon Shin-chan che continuano a occupare uno spazio fisso nel palinsesto, mantenendo vivo quel rapporto tra tempo, abitudine e visione collettiva. Eppure, osservando altre immagini, ci si accorge subito che negli anni ’70 e ’80, forse quel meccanismo aveva un peso diverso, più centrale, quasi totale: non era una delle tante modalità di fruizione, ma la modalità . Entrando nel dettaglio, la pagina più antica datata 1969 è quasi un manifesto della nascita dell’anime come rito domestico. N on si trattava semplicemente di guardare un episodio. Si trattava di aspettarlo. E quell’attesa si riflette chiaramente nella frase che dom...