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Il giorno in cui il Koshien andò in frantumi: i cinque keien di Gojira

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Luglio 1992, l'estate del mio primo anno in Giappone. Gli appassionati di baseball ribollivano di aspettative. Il settimanale Shukan Baseball dedicava la copertina a uno studente, azzardando che potesse eclissare le gesta del grande Kiyohara Kazuhiro. Quel ragazzo era Matsui Hideki, soprannominato Gojira (Godzilla), il quarto battitore del liceo Seiryo di Kanazawa. Nato con quasi quattro chili di peso, Matsui era talmente grande che il padre lo costrinse a battere da mancino (pur essendo destrorso) per non dominare troppo i coetanei Nonostante eccellesse anche nello judo con prospettive olimpiche, il richiamo del Koshien fu più forte. L'allenatore Yamashita lo accettò nel club di baseball solo a patto che perdesse dieci chili dal suo peso (già 90 kg all'ultimo anno delle medie).  Già al primo anno di liceo, fu promosso slugger , quarto battitore (in Giappone si dice che il quarto battitore sia il volto rappresentativo della sua squadra), il ruolo che incarna potenza, mental...

Il sacro terriccio del Koshien

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L'ho già accennato in precedenza, e chi mi legge forse lo saprà già: per i giocatori del terzo anno che vi partecipano, la terra del Koshien non è che la fine della loro avventura nel baseball liceale. In teoria, è il simbolo che annuncia la fine dell'estate della loro adolescenza. In pratica, pur essendo l'ultimo granello nella clessidra, quel sacchettino di terra diventa un tesoro, una reliquia, una vera e propria medaglia al valore che testimonia in modo tangibile un'esperienza che li accompagnerà per tutta la vita. I giocatori della scuola eliminata prima della finale hanno la consuetudine di riempire un sacchettino di stoffa con il terriccio scuro del diamante di Nishinomiya. È un'immagine che si ripete puntualmente e sancisce la conclusione di ogni partita finale. Anche per questa sacralità, al Koshien non sono visti di buon occhio coloro che sputano a terra (pratica comune tra i giocatori stranieri che militano nella lega professionistica giapponese).  Le seg...

La magia nascosta del Koshien: un viaggio culturale nel baseball liceale giapponese

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C'è un torneo in Giappone che non è solo sport, ma un vero e proprio fenomeno culturale, capace di fermare un'intera nazione: il Torneo Nazionale di Baseball delle Scuole Superiori allo stadio Koshien. Per alcuni, è solo una manciata di ragazzi in divisa che si sfidano sul diamante di uno stadio leggendario. Ma per capire la vera, profonda magia del baseball liceale giapponese, bisogna andare oltre il risultato finale. Bisogna scendere nel cuore pulsante dei club scolastici, là dove si forgiano disciplina, passione e, soprattutto, una gerarchia di valori unica al mondo. Questo non è un racconto di partite vinte o perse, ma un diario visivo e narrativo che svela il cammino estenuante e sacro che i giovani atleti affrontano da giugno ad agosto. Un viaggio fatto di sudore, sogni tenaci e di figure invisibili che rendono possibile il miracolo. Basterà varcare i cancelli di questa scuola fittizia, dove ogni lancio, ogni swing e ogni regola non scritta fa parte di un'epopea c...

La Dai-chan Fever: quando un liceale scatenò il panico nazionale

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Una semplice partita di baseball scolastico in grado di fermare un'intera nazione? Risaliamo indietro nel tempo, precisamente nel 1980, quando un liceale di Tokyo, il lanciatore Araki Daisuke del Waseda Jitsugyo, causò un vero e proprio terremoto mediatico. Tutti parlavano della Dai-chan fever , un fenomeno che entrò dritto nella storia del Koshien. L'ascesa improvvisa di un rookie Il destino, si sa, ama gli scherzi inaspettati. Daisuke era solo un rookie (matricola) al primo anno di liceo. Era in panchina, quasi per caso, quando una serie di eventi lo catapultò sul monte di lancio. Prima un esterno non all'altezza, poi, durante un'amichevole, l'infortunio dell'asso titolare. All'improvviso, il destino gli offrì una chance che non poteva sprecare. Nonostante la pressione, il giovanissimo Daisuke, col numero 11 sulla schiena, si dimostrò all'altezza. Guidò la sua squadra, il Waseda – una scuola più nota per i risultati accademici ( shingakuko ) che sporti...

I poster della Victor

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All’apice del successo negli anni '80, la ditta Victor lanciò la celebre campagna chiamata Victor Koshien Poster , composta da una serie di poster dedicati alle scuole qualificate per la fase finale del campionato nazionale estivo di baseball delle scuole superiori.   In Giappone, l’azienda è conosciuta come Victor, mentre all'estero è riconosciuta principalmente con l’acronimo rosso JVC. Controllata dalla Panasonic, Victor ha avuto un ruolo fondamentale nel mercato dell’elettronica di consumo grazie all’introduzione del VHS a cassetta (Video Home System), un sistema di registrazione analogica su nastro magnetico per la riproduzione di filmati mediante videoregistratore.   Questo standard divenne il formato dominante per la video-registrazione, generando un fenomeno culturale completamente nuovo basato sulla fruizione visiva, diffuso fino agli anni Novanta, quando il mercato fu progressivamente eroso dall’avvento dei DVD, delle memorie flash e degli hard disk esterni...