Baseball e Business, la combinazione geniale che superò Harry Potter

Il fenomeno “Moshidora” nacque quando il baseball incontrò il management del celebre economista, l’esimio professor Peter Drucker, e produsse un caso editoriale che fece tremare le classifiche in Giappone, superando persino uno schiacciasassi di livello planetario come Harry Potter.



Moshi kokoyakyu no joshi maneejaa ga Dorakkaa no ‘Manejimento’ wo yondara, titolo chilometrico simile a quelli di Lina Wertmuller -che i giapponesi giudiziosamente abbreviarono in Moshidora- significa "Se la manager della squadra di baseball liceale leggesse la 'Gestione' di Drucker", divenne un libro che trasformò la teoria aziendale in una vera e propria epopea sportiva.

L'incredibile ricetta del successo

Scritto da Iwasaki Natsumi, Moshidora è un mix geniale e inusuale di romanzo giovanile e libro di business. La trama è semplice quanto geniale: la protagonista, Kawashima Minami, manager della debole squadra di baseball di un liceo metropolitano, l’Horikubo, su suggerimento disinteressato del commesso della libreria acquista per errore Manejimento kadai, sekinin, jissen (Management: Tasks, Responsibilities, Practices, tradotto come ‘Problemi, responsabilità e pratiche di gestione aziendale’), il celebre saggio di Peter F. Drucker.



Minami scopre sconsolata che si tratta di un libro rivolto a imprenditori e dirigenti. Inizialmente pentita, inizia a sfogliarlo solo per avere qualche riferimento. Col passare del tempo, si rende conto che gran parte del contenuto del libro può essere applicato alla riorganizzazione della squadra di baseball della sua scuola, e ne diventa sempre più ossessionata. Ebbene sì, gli insegnamenti sulla leadership, l'organizzazione e la gestione delle risorse umane possono applicarsi con successo anche al campo da baseball! L'obiettivo? Ovviamente raggiungere il Koshien lottando al fianco di compagni e allenatore, tutta gente piena di problemi e insicurezze.

La missione di Minami non è solo sportiva. A luglio, in prossimità delle qualificazioni regionali del torneo di baseball liceale, la ragazza ha preso il posto della sua migliore amica, Yuki, costretta a lasciare il ruolo di manager a causa di una grave malattia che l’ha inchiodata su un letto d’ospedale. È proprio per onorare l'amica e la squadra che Minami si getta nella lettura di quello che ormai considera un testo sacro, applicando le teorie aziendali alla vita sportiva.

La reazione dell'allenatore, un insegnante con una visione approssimativa della situazione, e dei membri della squadra, incluso l'amico d'infanzia e ricevitore Kashiwagi, è piuttosto fredda. Tuttavia, Minami, che è il tipo di ragazza che accende il suo spirito combattivo di fronte alle avversità, lungi dal perdersi d'animo, ne trova uno stimolo. La manager va dritta per la sua strada e ripensa dalle basi la struttura del club sportivo.

La narrazione si sposta dunque dalle estenuanti sessioni di allenamento (ma nulla che rammenti gli eccessi dei supokon!) al vero e proprio lavoro organizzativo e motivazionale. La squadra di baseball di Horikubo avanza in modo impensabile fino alla finale delle qualificazioni del distretto di Nishi-Tokyo, arrivando a un passo dal Koshien. Tuttavia, poco prima della finale, una tragedia improvvisa si abbatterà su Minami.



Una scalata senza precedenti

Il successo del libro non fu immediato, ma col tempo divenne inarrestabile, dimostrando come l'intuizione dell'autore avesse intercettato lo spirito dei tempi. Dopo un lancio in sordina, grazie al passaparola, ai media e alla sua unicità, Moshidora iniziò una scalata vertiginosa, entrando nella top ten e conquistando, nell’estate del 2010, il primo posto assoluto dopo soli sette mesi dal lancio. Sempre in quell’anno, superò il milione di copie vendute diventando uno dei principali successi editoriali dell'anno. L’anno successivo fece ancora meglio: detronizzò nientemeno che Harry Potter e i doni della morte come best-seller assoluto nella classifica Book di Oricon!

Quali furono gli ingredienti che resero Moshidora un tale successo? Di sicuro l'idea originale, per non dire unica, su cui si basava: l'applicazione di un'opera di alta gestione come quella di Drucker a un contesto giovanile e sportivo attrasse un pubblico vasto, ben oltre i tradizionali lettori di saggistica. Inoltre, le regole del management erano spiegate in modo chiaro ed efficace. Infine, azzeccarono il marketing. Infatti, la copertina e le illustrazioni interne, in stile light novel, resero il testo appetibile anche a un pubblico giovane. La musa ispiratrice pare sia stata l’idol Minegishi Minami delle AKB48, un dettaglio ulteriore che catalizzò l'attenzione del grande pubblico e dei fan.



L’universo Moshidora si espande

Il clamore di Moshidora non poteva limitarsi alle pagine stampate di una novel. L'onda d'urto travolse il mondo dell'intrattenimento, dando vita a una vera e propria saga multimediale. Dopo il romanzo venne il manga (dicembre 2010), a cui fece seguito l’anime prodotto nientemeno che dalla NHK (aprile 2011), l'adattamento del quale si distinse nel panorama degli cartoni sportivi proprio per la sua lentezza e il taglio riflessivo, ma mai noioso. Quindi, poco sport e molto ragionamento. L'attenzione dello spettatore fu totalmente calamitata dal dietro le quinte incentrato sull'organizzazione, sulla strategia e sullo sviluppo dei personaggi.

Infine, venne prodotto persino un film (giugno 2011), con protagonista l’altra star delle AKB48, Maeda Atsuko affiancata dalla collega Minegishi Minami. L’interpretazione le valse persino un premio in occasione della 35a edizione dei Japan Academy Film Prize, unico riconoscimento scelto tramite voto popolare.



Ricordo che l'influenza del fenomeno portò la prestigiosa università Waseda a lanciare il Drucker Program (Drucker for Future Japanese Leaders Program), il primo corso di management in Giappone specificamente rivolto agli studenti liceali. Il corso utilizzava esercitazioni pratiche e fieldwork per insegnare ai ragazzi a risolvere i problemi reali della loro comunità, dimostrando che i principi di Drucker sono più che mai vivi e applicabili.


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