Watashi no minna no Koshien: la rivincita degli scappati di casa

Una promessa, un fantasma e una squadra di scappati di casa: alla riscoperta di Watashi no minna no Koshien!


Avete mai pensato di tornare nel vostro vecchio liceo per cambiare le cose? Un tema visto già in alcuni film, soprattutto a stelle e strisce. Capita anche da queste parti ed è esattamente ciò che fa Shihono Watase, la protagonista ventisettenne del manga intitolato Watashi no minna no Koshien. Volendo tradurlo letteralmente suona pressappoco come Il mio Koshien dei ragazzi, oppure Il Koshien di tutti mio.

Shihono non torna al Liceo Kugunari come una semplice ex alunna, ma come insegnante di educazione fisica e, soprattutto, con una missione nel cuore. Dieci anni prima, era la manager del club di baseball che aveva compiuto un miracolo, qualificandosi per il leggendario torneo estivo del Koshien. 

Oggi, però, quella gloria è solo un ricordo sbiadito: il club è allo sbando, con meno di nove membri e nessuna voglia di faticare. Ma nella borsa di Shihono c’è qualcosa di strano: una pallina da baseball molto particolare. E nel suo cuore, una promessa fatta a Kohei, un ragazzo che non c’è più: "Torneremo al Koshien" le aveva detto.




Una squadra di casi umani (e un fantasma per allenatore?)

Il materiale umano a disposizione è, a dir poco, un disastro. Dimenticate gli eroi "sangue e sudore" dei classici manga sportivi, qui abbiamo a che fare con la gioventù moderna, più interessata all’altro sesso e alle quisquilie che agli allenamenti. La rosa dei giocatori del Kugunari è un mix esplosivo di casi umani e personalità eccentriche, a cominciare dal ruolo chiave: Otawara, il lanciatore, avrebbe un talento incredibile, ma soffre di una bizzarra allergia... gli vengono le bolle sulla pelle solo a sentire la parola Koshien! 

Poi c’è Joe, un ragazzo con inclinazioni da teppista con tanto di sori (tagli decorativi sui capelli). Ci sarebbe un esperto, Moichi, che ama il baseball alla follia, ma il suo talento è pari a zero. Per non parlare di Bee, un okama (ragazzo effeminato) che non ha mai toccato una mazza in vita sua. Chiude il gruppo Eiko, la manager carina che è lì solo perché fan del baseball liceale.



A questo dream team si aggiungeranno nel quarto volume altri nuovi elementi assurdi tra cui uno spilungone, un tizio particolarmente irsuto e un super ikemen (bel ragazzo). Saranno loro le armi segrete di coach Shihono? Forse. Perché, in realtà, la vera guida tecnica potrebbe avere origini soprannaturali: si vocifera che il regista occulto della squadra sia un fantasma legato a quella misteriosa pallina.

La partita della vita: riavviare il tempo

Nonostante le premesse tragicomiche, la storia scritta da Kawasaki Ken e disegnata da Kamata Yoji sa come toccare le corde giuste. L'obiettivo è trasformare questi pseudo giocatori in veri atleti. La narrazione ci porterà dritti al cuore dell'azione, cioè il primo turno del torneo autunnale. Si arriverà al nono inning, e questa accozzaglia di reietti si troverà in vantaggio contro una corazzata del baseball liceale locale. Non sarà solo una partita, ma piuttosto una lotta per riavviare un tempo che si era fermato con la morte di Kohei. Sarà anche la battaglia personale di Otawara contro i suoi complessi e la promessa di coach Shihono che cerca compimento.



A dare vita a questa storia ambientata nel Tohoku ci sono due autori che vivono di pane e baseball. Kawasaki Ken, l’autore del soggetto, confessa di essere un padre sciocchino che si commuove guardando i suoi figli piangere dopo una sconfitta di misura, ed è proprio quella bellezza dello sport di squadra che ha deciso di trasmettere scrivendo mano a mano la sceneggiatura: "Questi ragazzi" scrive Kawasaki con trasporto, "guidati da una Shihono esplosiva come uno scaldabagno istantaneo (un paragone alquanto curioso), crescono umanamente partita dopo partita. Scopriranno l'amicizia, lo sforzo e il valore di non arrendersi mai."

Mentre Kamata Yoji, il disegnatore, classe 1957, è un veterano che ha debuttato negli anni '80 su Young Magazine. Porta nel manga la sua frustrazione per non essere mai andato al Koshien e la sua esperienza diretta come lanciatore nel baseball amatoriale, ispirato da classici come Tommy la stella dei Giants.

In definitiva, questo Watashi no minna no Koshien è un viaggio abbastanza emozionante in cinque volumi, che spazia dal reclutamento disperato alla tensione delle qualificazioni regionali. Una storia dove il gioco serve a ritrovare se stessi. Come si suole dire: la partita inizia adesso!







































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