Sekigahara, l'ascesa dello Shogun (1) Il capolavoro dimenticato del drama storico giapponese
Nonostante tratti di storia medievale giapponese, credo che la sua trama suonerà familiare a tutti coloro che conoscono il celebre romanzo "Shogun" di James Clavell del 1975 e l'indimenticabile sceneggiato con Richard Chamberlain trasmesso dalla RAI nel settembre 1983. Per non parlare dell'ottima serie remake dell'anno scorso con Sanada Hiroyuki nelle vesti di Tokugawa Ieyasu e Cosmo Jarvis nella parte di William Adams.
Si tratta di un monumentale dramma storico, sconosciuto ai più, che racconta il viaggio senza precedenti del clan Tokugawa dalla morte del grande unificatore Toyotomi Hideyoshi alla decisiva vittoria nella battaglia di Sekigahara, che determinò il destino dei secoli successivi della nazione. Mi riferisco allo sceneggiato "Sekigahara, l’ascesa dello Shogun", adattamento dell'intramontabile saggio classico di Shiba Ryotaro che descrive la battaglia decisiva che segnò il destino del Giappone.
Sebbene le opere di Shiba siano spesso considerate difficili da adattare visivamente, questo dramma ne è un esempio di successo, magistralmente trasformato in un'opera corale che è allo stesso tempo una commedia umana e una tragedia umana, senza sminuire il fascino dell'originale.
Lo sceneggiato si concentra sulle figure storiche dei feudatari Ishida Mitsunari e
Tokugawa Ieyasu e descrive gli
eventi che li videro scontrarsi nella battaglia di Sekigahara dell'ottobre del 1600, quindi a cavallo del passaggio tra i secoli Cinquecento e
Seicento, un periodo cruciale per il Giappone feudale.
È un capolavoro da riguardare più volte, sostenuto da un
affascinante cast stellare, una sfilata di grandi attori ormai scomparsi. Si
tratta di maestri davvero impareggiabili nella loro arte, riuniti in tale
abbondanza da sembrare quasi un lusso eccessivo. Si potrebbe benissimo
definirlo un dramma storico da manuale. Con il suo magnifico cast, la regia e
la musica superbe, oscura qualunque dei pomposi recenti drammi storici della
NHK.
Il grande dramma storico della TBS andò in onda per tre serate consecutive durante il periodo di Capodanno del 1981, ciascuna con un titolo diverso: “Un sogno nel sogno”, “Addio, amico mio” e “La festa degli uomini”. E, udite udite, questo sceneggiato uscì in versione doppiata soltanto nel mercato italiano! Noi e i giapponesi siamo gli unici ad averlo visto: loro per ‘diritto’, noi per averlo acquistato all'inizio degli anni '80, sulla scia del successo di "Shogun" e di tutto ciò che arrivava in quegli anni dal Giappone.
All'epoca ero solo un ragazzino, quindi
il ricordo di averlo visto dal vivo rimane abbastanza confuso. Però, ne rimasi
subito affascinato. Oltre quarant'anni dalla visione di quel lontano settembre
del 1984, in prima serata sulle televisioni legate al circuito Euro Tv, mi ha
fatto commuovere per la prima volta dopo tanto tempo.
Ricercando notizie sui quotidiani e sulle riviste dell'epoca disponibili, ho scovato un paio di titoli a effetto. Alla vigilia della messa in onda, la locandina promozionale del 1981 (oltre a "TBS for the BEST!") recitava lo slogan "Una battaglia senza precedenti, un dramma ineguagliabile" ed è assolutamente veritiero. "Senza precedenti" è il termine perfetto per descrivere la battaglia, mentre "ineguagliabile" è l'unico modo per descrivere quest'opera monumentale. Fu proprio una colossale opera storica ed è sorprendente che sia stata prodotta da un'emittente televisiva e non da uno studio cinematografico.
Per comprendere appieno la portata di questo dramma, è necessario contestualizzare gli eventi storici che racconta. Si parte un paio di anni prima del 1600. Quando Hideyoshi, il Taiko di "Shogun", morì di malattia, il suo successore, Hideyori, era solo un bambino di cinque anni, quindi impossibilitato a succedergli.
Dopo la morte di Hideyoshi, la
priorità assoluta del regime era il ritiro delle truppe inviate imprudentemente
a conquistare la Corea. Oltre duecentomila samurai avevano attraversato il
tratto di mare (a due passi da dove abito io) che separa il Giappone dalla
Corea per quella che poteva essere definita l'ambizione sconsiderata di
Hideyoshi, cioè la conquista dell'impero cinese (ahia, i giapponesi non
imparano mai...), sopportando sette anni di guerra incessante con rifornimenti
inadeguati.
Tokugawa Ieyasu, il Toranaga di "Shogun", il più importante dei Cinque Anziani e di fatto il secondo in comando del regime Toyotomi, rivelò gradualmente le sue ambizioni di prendere il controllo del Giappone tormentato da continue scaramucce tra i vari feudatari. L'astuto Ieyasu, pur fingendo di essere un fedele servitore della casa Toyotomi, prese gradualmente provvedimenti a suo favore come promuovere matrimoni arbitrari tra i feudatari.
Nel frattempo, Ishida Mitsunari, l'Ishido di "Shogun", uno dei
Cinque Commissari, il più leale sostenitore del defunto Hideyoshi, si adoperava
per destabilizzare la figura di Ieyasu formando una coalizione di forze
gravitanti il castello di Osaka, dove viveva il giovane erede.
Mitsunari cercò disperatamente di frenare le manovre strategiche di Ieyasu, ma quando Maeda Toshiie, il secondo membro in ordine di importanza dei Cinque Anziani, morì di malattia, i generali della fazione militarista divennero incontrollabili e i complotti per colpire Mitsunari divennero palesi. Tra coloro che combattevano in prima linea c'erano feudatari come Kato Kiyomasa e Fukushima Masanori, che presero di mira Mitsunari ritenendolo responsabile delle scarse linee di rifornimento.
I due,
generali, sempre schierati in prima linea, nutrivano un odio profondo per Mitsunari,
convinti che li stesse boicottando e calunniando presso gli ambienti dell'aristocrazia. Il conflitto tra i leader del regime
in carica, la cosiddetta fazione civile guidata da Mitsunari, e la fazione militarista, gravitante intorno a Ieyasu, una diatriba che
nemmeno Hideyoshi era mai riuscito a sedare, esplose inevitabilmente dopo la sua morte.
Ieyasu divenne sempre più tirannico, intimidendo i
feudatari incerti per costringerli a sostenerlo. Con l'aiuto del suo stratega
Shima Sakon, che aveva debito di gratitudine verso Mitsunari che lo aveva
accolto come servitore nonostante il suo passato di ronin senza padrone,
Mitsunari radunò le forze anti-Tokugawa, con l'intenzione di lanciare un
attacco a tenaglia contro Ieyasu.
Un altro punto focale che interessa da vicino noi occidentali, è che lo sceneggiato descrive come, nonostante
il divieto vigente di praticare il cristianesimo, la fede cristiana clandestina persistesse, diffondendosi
principalmente tra la gente comune e raggiungendo persino la classe dei
samurai, comprese alcune mogli e i figli dei feudatari. Ne è un esempio Hosokawa
Gracia (Mariko, in "Shogun") che alla fine scelse la morte pur di non abiurare la sua
fede cristiana.
Va menzionata anche la situazione caotica legata all'espansionismo geografico che vide i commercianti portoghesi sostenuti dai missionari gesuiti e i loro antagonisti spagnoli tessere intrighi e giochi di potere per non perdere il potere economico e religioso sull'arcipelago. Sempre durante quegli mesi che precedettero l'ottobre del 1600, il pilota inglese William Adams, il John Blackthorne di "Shogun", naufragato per caso in Giappone, venne preso sotto la tutela di Ieyasu e scombinò ulteriormente le carte in vista della grande battaglia.
Così, la strada per Sekigahara, una vallata situata proprio al centro del Giappone, poco distante dal grande lago Biwa, dalla forma simile a un collo di bottiglia naturale, era ormai tracciata. Si sarebbe combattuta lì la battaglia decisiva dopo che il Giappone si era praticamente diviso in due. Gli eserciti orientale e occidentale si scontrarono ferocemente, elevando o inghiottendo le aspirazioni di innumerevoli figure storiche di spicco di quel periodo. Gran parte della società moderna giapponese si costruì sui destini di quegli uomini.
Alla fine, Mitsunari, sconfitto, fuggì
rifiutando di suicidarsi, convinto che il suo senso di giustizia e lealtà, alla
fine, lo avrebbe per forza aiutato a ristabilirsi. Ma poi decise di arrendersi
per non coinvolgere dei contadini che lo avevano soccorso e protetto. Venne
catturato di lì a pochi giorni tra le montagne dai samurai di Ieyasu e, in
seguito, venne giustiziato insieme ad altri suoi alleati.
(continua)






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