Nomo Hideo, la storia del samurai che unì Giappone e Major League (2)
Nel luglio del 1985, nel secondo turno delle qualificazioni estive, Hideo (al secondo anno) ottenne un perfect game contro il liceo Ikuno, iniziando a farsi un nome. Il perfect game (cioè la partita perfetta) è il risultato più raro e straordinario per un lanciatore, che ottiene esattamente 27 eliminazioni senza che nessuno dei battitori avversari arrivi in prima base, né per valida, né per base su ball, né per errore o altro. Tuttavia, in una Osaka dominata da potenti scuole come PL Gakuen e Uenomiya, persino con la sua performance eccezionale, il sogno del Koshien restava lontanissimo. Infatti, anche al terzo anno la squadra si fermò agli ottavi di finale della fase di Osaka, e il sogno sfumò definitivamente. « Non ho mai pensato troppo al Koshien. A essere sincero, alle superiori avevo una gran voglia di mollare il baseball: allenamenti durissimi, specialmente quelli del mattino. Si iniziava alle 6:30 e io ci arrivavo dopo un’ora di treno, sempre mezzo assonnato. Ogni mattina...