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Un'opera stravagante su baseball, civiltà e... alieni

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Piacciono i manga sul baseball? In Giappone, all'interno del più ampio filone sportivo, questo genere sembra essere un po' selettivo. Ho l'impressione che ci sia una netta spaccatura: o non li leggi affatto, o li divori regolarmente. Il primo manga sul baseball che ricordo di aver letto seriamente fu, se non erro, H2  di Mitsuru Adachi, nel 1992.  Da allora ne ho incrociati parecchi, ma se dovessi citare i miei preferiti in assoluto, cadrei in una lunga e tormentata riflessione... cadrei in una lista troppo lunga.  Sono affezionato a troppi titoli, quindi, declino l'invito! Ebbene, io, con il mio modesto background da lettore, di recente sono rimasto colpito da un'opera pubblicata su Jump+ che mi ha fatto esclamare: "Ma che diavolo è 'sta roba? È stranissima!"  Mi riferisco a Yakyu, Bunmei, Eirian  ( 野球・文明・エイリアン ), o, come riporta il sottotitolo originale, Aliens, Baseball, and Civilization .  Una serie estremamente divertente, i cui capitoli (per ora ...

Nomo Hideo, la storia del samurai che unì Giappone e Major League (2)

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Nel luglio del 1985, nel secondo turno delle qualificazioni estive, Hideo (al secondo anno) ottenne un perfect game contro il liceo Ikuno, iniziando a farsi un nome. Il perfect game (cioè la partita perfetta) è il risultato più raro e straordinario per un lanciatore, che ottiene esattamente 27 eliminazioni senza che nessuno dei battitori avversari arrivi in prima base, né per valida, né per base su ball, né per errore o altro.  Tuttavia, in una Osaka dominata da potenti scuole come PL Gakuen e Uenomiya, persino con la sua performance eccezionale, il sogno del Koshien restava lontanissimo.  Infatti, anche al terzo anno la squadra si fermò agli ottavi di finale della fase di Osaka, e il sogno sfumò definitivamente.  « Non ho mai pensato troppo al Koshien. A essere sincero, alle superiori avevo una gran voglia di mollare il baseball: allenamenti durissimi, specialmente quelli del mattino.  Si iniziava alle 6:30 e io ci arrivavo dopo un’ora di treno, sempre mezzo asson...

Nomo Hideo, la storia del samurai che unì Giappone e Major League (1)

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L’altra settimana, durante il koromogae , l'annuale cambio del guardaroba estivo con quello autunnale, ho scovato un vecchio Shonen Magazine del settembre 1995. Era infilato in un angolo della libreria, stretto tra riviste e cartelline anonime. In copertina, al posto di un personaggio dei manga, c’era uno sportivo: un lanciatore di baseball. Il nome Nomo Hideo non dirà nulla ai più.  Eppure questo lanciatore, oggi cinquantasettenne, che ha ottenuto 123 vittorie complessive tra Giappone e Stati Uniti, è stato, durante il suo golden time, un autentico gigante del monte di lancio. Negli anni in cui partire dal Giappone per giocare nella Major League era praticamente impossibile – mi riferisco al primo quinquennio dei ’90, quando non esistevano né accordi né precedenti tra le leghe – lui ci riuscì.  Fu un samurai solitario che, sbarcando in America, fece fiorire il proprio sogno.  Oggi, con campioni come Otani Shohei che brillano negli Stati Uniti, il nome Nomo Hideo torna a...

Tutti uguali? La doppia vita dei personaggi di Adachi

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È innegabile che Adachi Mitsuru sia un autore che ha fatto della somiglianza fisica un marchio di fabbrica. I suoi personaggi sono tutti uguali? In Giappone è spesso uno degli argomenti più dibattuti su questo autore.  Lui lo sa benissimo e ci scherza su. Se l'artista è il primo a farsi una risata sul suo difetto, chi siamo noi per non sorridere? I suoi difensori sostengono il concetto dell'identità basata su un tratto che è indice di personalità, non certo pigrizia creativa. Quindi, non sarebbe omologazione, bensì personalità del tratto.  Il tratto può e deve crescere e maturare, ma lo stile deve rimanere fedele a se stesso.  Quando si prende in mano un suo manga si capisce che sia lui, senza nemmeno bisogno di scorrere un paio di pagine. È un segno distintivo.  Se l'ossessione dei detrattori ricade solo sul bel disegno, allora si dovrebbero buttare al cesso autentici capolavori per colpa di tavole disegnate male. La matita di Adachi crea linee curate, sfondi puliti...