Nomo Hideo, la storia del samurai che unì Giappone e Major League (6)
All’epoca il salto MLB era considerato impossibile, e Nomo fu bollato come traditore. Tuttavia, molti videro in lui un pioniere coraggioso, capace di aprire la strada al Giappone e superare le diffidenze con i fatti. Kiyohara fu fra i tanti ad ammirare quel coraggio. Nomo stesso ammette: « Non è che volessi a tutti i costi andare in America, semplicemente non volevo restare sotto quel coach. Ma soluzioni non ce n’erano: non mi avrebbero mai venduto a nessun’altra squadra giapponese, tenendomi a marcire tra le riserve ». Così, inevitabilmente, Nomo diventò simbolo e pioniere, caricato di speranze e responsabilità. Nel 1995, a gennaio (con la nuova stagione alle porte), l’anno virò in una spirale funesta. Innanzitutto, vi fu la tragedia del terribile terremoto del Kansai , noto come Hanshin-Awaji. Trascorsero i giorni, e il 13 febbraio, oltre oceano, accompagnato dalle critiche dei media nipponici, Nomo firmò il tanto agognato contratto con i Los Angeles Dodgers, sebbene inizialmente per...