Il giorno in cui il Koshien andò in frantumi: i cinque keien di Gojira

Luglio 1992, l'estate del mio primo anno in Giappone. Gli appassionati di baseball ribollivano di aspettative. Il settimanale Shukan Baseball dedicava la copertina a uno studente, azzardando che potesse eclissare le gesta del grande Kiyohara Kazuhiro. Quel ragazzo era Matsui Hideki, soprannominato Gojira (Godzilla), il quarto battitore del liceo Seiryo di Kanazawa.



Nato con quasi quattro chili di peso, Matsui era talmente grande che il padre lo costrinse a battere da mancino (pur essendo destrorso) per non dominare troppo i coetanei Nonostante eccellesse anche nello judo con prospettive olimpiche, il richiamo del Koshien fu più forte. L'allenatore Yamashita lo accettò nel club di baseball solo a patto che perdesse dieci chili dal suo peso (già 90 kg all'ultimo anno delle medie). 

Già al primo anno di liceo, fu promosso slugger, quarto battitore (in Giappone si dice che il quarto battitore sia il volto rappresentativo della sua squadra), il ruolo che incarna potenza, mentalità e affidabilità. Matsui era un vero bombardiere – un gigante con una potenza di battuta che sembrava troppo per un liceale. La sua ultima estate al Koshien era iniziata con una facile vittoria, ma il 16 agosto 1992, al secondo turno, la sua storia cambiò per sempre.



La tattica shock: cinque basi intenzionali

Il Seiryo affrontava il Meitoku Gijuku di Kochi. L'attesa era palpabile: tutti volevano vedere la mazza di Gojira in azione. Invece, accadde l'impensabile. Per ben cinque turni consecutivi, il lanciatore del Meitoku, su ordine del coach, si rifiutò di affrontare Matsui. Invece di lanciare per sfidarlo, concedette il keien (base intenzionale): quattro lanci blandi, e Matsui si avviava in prima base, escluso dal gioco.

Cos'è il keien? È una mossa tattica, legale nel baseball, per evitare di affrontare un battitore troppo pericoloso, regalando la prima base. A livello professionistico è comune, ma nel baseball liceale giapponese è quasi un tabù: va contro l'etica sportiva che impone ai giovani di accettare la sfida e misurarsi con i migliori, a prescindere dal risultato.

Un’ondata d’indignazione senza precedenti

Al primo keien, ricordo ancora come i commentatori della NHK (la TV nazionale) glissarono, sperando fosse un episodio isolato. Ma quando la tattica si ripeté, l'atmosfera si fece pesante. La tifoseria proveniente dalla prefettura di Ishikawa era in subbuglio, mentre il resto del pubblico pareva disorientato e iniziò a protestare. Cinquantamila persone indignate, molte delle quali erano venute appositamente per assistere alla potenza devastante della mazza di Gojira. Al terzo keien dagli spalti partì la prima bordata di fischi. 

Al quarto keien, con il Meitoku in vantaggio 3-2, l'indignazione esplose. "Ci prendete in giro?! Affrontatelo! Sfidatelo!" urlarono gli spettatori più nervosi. Improvvisamente, qualcosa cadde in campo. Poi, a seguire, volarono altri oggetti. Bicchieri di carta, bottigliette e persino dei megafoni. Una situazione impensabile nello sport giapponese. Gli arbitri, increduli, furono costretti a sospendere la partita per diversi minuti. I cori di "Kaere!" (Tornatevene a casa!) si abbatterono sul Meitoku.



L'allenatore del Meitoku, Mabuchi, sostenne di agire per salvare il lanciatore sostituto Kawano da un fuoricampo probabile, difendendo l'onore della prefettura di Kochi. Ma per il pubblico, era un atto di profonda antisportività.

Il dramma raggiunse il culmine al nono inning: il compagno di squadra fallì, e la quinta, amara, base intenzionale attese Matsui nel box di battuta. La partita era persa, e la sua ultima estate al Koshien si concludeva in un'amarezza senza precedenti.

Ecco il riassunto dei turni di battuta quando Matsui si presentò al piatto:

1° Inning: Meitoku 0-0 Seiryo, un eliminato, corridore in 3ª

3° Inning: Meitoku 2-0 Seiryo, un eliminato, corridori in 2ª e 3ª

5° Inning: Meitoku 3-1 Seiryo, un eliminato, corridore in 1ª

7° Inning: Meitoku 3-2 Seiryo, due eliminati, basi vuote

9° Inning: Meitoku 3-2 Seiryo, due eliminati, corridore in 3ª



Le lacrime e l'eredità di una sconfitta morale

Nonostante il Meitoku vinse 3-2, il dopo partita fu carico di tensione. Molti giocatori del Seiryo si rifiutarono di stringere la mano agli avversari, e l'allenatore del Seiryo, Yamashita, non riuscì a trattenere le lacrime, desiderando solo una partita equa e priva di espedienti sleali. Matsui, con il suo solito aplomb, si trincerò dietro un no-comment, limitandosi a dire che lui, quella partita, non la considerava una sconfitta. 

Nonostante l'amarezza di quel 16 agosto, la carriera di Matsui fu a dir poco stellare. Dopo il Koshien, fu selezionato dagli Yomiuri Giants di Tokyo (nonostante fosse tifoso degli Hanshin Tigers, gli acerrimi rivali!) e, un decennio dopo, andò a collezionare successi nella Major League Baseball (MLB).



L'episodio non rimase confinato allo stadio. Fu un momento di rottura, tanto da ispirare il libro Koshien ga wareta hi (Il giorno in cui il Koshien andò in frantumi). Quella partita mise in discussione l'etica dello sport giovanile in Giappone, sollevando dubbi sulla lealtà della competizione e sull'importanza di affrontare, anziché evitare, le sfide.

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