Quando i ribelli giocano a baseball
Ovvero, Batsu & Terry, la ribellione anni '80 al genere grinta e sudore. Bats e Terry sono due nomi scolpiti nella mia memoria. Certo, un po’ sbiaditi dal tempo, ma non per colpa loro: negli anni si sono accumulati così tanti manga, anime, sceneggiati e film che il confronto è diventato inevitabile. Eppure, rileggendoli di recente, quei due scapestrati mi hanno fatto risentire il brivido di un’epoca.
Questo manga frizzante, nato dalla matita di Oshima Yasuichi, poggia su un’idea semplice e vincente: due ribelli contro il mondo. Se volessimo usare una metafora cromatica, il vettore ribelle e quello sportivo si incrociano in un semaforo sempre verde, lanciandosi a tutta velocità verso il divertimento e gli eccessi tipici degli sfavillanti anni ’80 made in Japan.
I protagonisti? Due liceali sbruffoni, Gun e Teru, che sono come cane e gatto (qui si dice hachamecha konbi). Entrambi vorrebbero fare il lanciatore, ma il ruolo lo decisono con la morra cinese (janken). Perciò Batsu, all'anagrafe Batto Gun, gioca da lanciatore, scagliando palle ultra-veloci. Mentre Terry, cioè Ichimonji Teru, gioca da ricevitore e potente battitore. Formano una batteria di prim'ordine, osservata speciale nella prefettura di Kanagawa, brulicante di scuole forti.
Ma attenzione: i due non sono i classici studenti devoti al baseball. Odiano le regole, vivono liberi da vincoli e non perdono occasione per menare le mani. Ma attenzione: sono anche due talenti del baseball, e formano la batteria [lanciatore e ricevitore = battery = Bat(su) & Ter(r)y] della squadra del liceo Kaiho di Yokohama.
Li si vede sfrecciare in sella a moto di grossa cilindrata, circondati dalle ragazze, e intromettersi spesso nelle risse tra gang di motociclisti. Ritardare agli allenamenti per loro è la norma. E alla fine, arrivano in ritardo anche alla finale del torneo prefetturale, un match cruciale. Il motivo del ritardo? Un violento scontro con il capo di una banda di bosozoku (motociclisti teppisti), una cosa così eclatante da finire sui giornali!
A movimentare ulteriormente le cose arriva An, una liceale dal viso angelico ma dall’animo spregiudicato, mascotte di una banda di motociclisti violenti. Per via di vicissitudini personali, irrompe nella vita già turbolenta dei nostri due eroi, aggiungendo pepe e caos alla miscela. Il risultato è la loro espulsione dalla scuola. Ma i due non si arrendono: si trasferiscono in un altro istituto con un solo, sfacciato obiettivo: raggiungere il Koshien!
Batsu e Terry incarnano quella che si definisce una tsuppari-konbi, una coppia di poco di buono. Il termine deriva dal verbo tsupparu che, a seconda del contesto, significa spinger via, resistere, opporsi. Nel contesto dello slang giapponese, soprattutto a partire dagli anni '70 e '80, tsuppari si riferisce a un teppista, un bulletto o un giovane ribelle (spesso maschio, l'equivalente femminile è sukeban).
Indica dunque una persona che si oppone alle regole della scuola e della società, vestendosi in modo appariscente (con uniformi modificate dette tokkofuku) e mostrando un atteggiamento duro. Nel contesto di questo manga si traduce bene con coppia di duri, di ribelli, al limite di tossici.
Il cast di contorno è azzeccato: tra tutti spicca un poliziotto centauro da antologia. La sceneggiatura è leggera, ma non si può pretendere troppa drammaticità: è figlia di un’epoca fervente, e si muove con disinvoltura tra ambientazioni che strizzano l’occhio ai drama dell’epoca. E che dire degli outfit e delle acconciature delle ragazze? Un tripudio per i feticisti degli anni ‘80.
La ribellione contro lo supokon
Batsu & Terry fu serializzato su Weekly Shonen Magazine dal 1982 al 1987. Erano gli anni in cui la rivale Shukan Shonen Sunday dominava il mercato dei manga con la formula delle romantiche love-comedy, grazie a successi come Urusei Yatsura (Lamù) di Takahashi Rumiko e Touch (Prendi il mondo e vai) di Adachi Mitsuru. Shonen Magazine, per non restare indietro, cercava disperatamente di distaccarsi dalla linea supokon (manga sportivi incentrati sullo spirito di sacrificio e l'agonismo) che l'aveva sostenuta fino ad allora.
Da questa spinta al rinnovamento nacquero opere di successo come Tonda couple di Yanagisawa Kimio, Munasawagi no hokago di Muro Mio, e 1-2 no Sanshiro di Kobayashi Makoto. E in questo contesto, Batsu & Terry divenne popolare come un nuovo tipo di manga sul baseball, l'esatto opposto del tradizionale genere sportivo tutto sforzi e grinta.
Un ritmo che non molla mai e un disegno solido che regge la narrazione. La trama non sarà una rivoluzione, ma il mix di violenza light, sport, umorismo, azione e una spruzzata di momenti piccanti (che non guasta mai) la rende una storia tosta, compatta, godibilissima. La scelta di decidere i ruoli chiave con la morra cinese è un chiaro segno di questa presa di distanza dal pathos e dall'etica supokon.
Leggo che Bats & Terry vinse il prestigioso Premio Kodansha nella categoria manga per ragazzini nel 1984. Lo stesso anno in cui Akira di Otomo Katsuhiro si aggiudicò il premio nella categoria adolescenti. Scusate se è poco.
Anche se i volumi fisici originali sono difficili da trovare, per fortuna l'opera è disponibile in versione digitale. Rileggendolo oggi, ho ritrovato molti frammenti della freschezza che mi aveva conquistato allora. A mio avviso, Bats & Terry è una piccola perla del genere, da riscoprire e da godersi con il sorriso di chi sa apprezzare il vintage che non invecchia mai.





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