Abu-san, il manga che sostenne l'era oscura della Pacific League (2)

Nel gennaio 2022, il giornalista Tsutsui Kazutaka, del mensile SLUGGER (numero che ancora conservo), realizzò un bel servizio su Mizushima, corredato da un'intervista a un protagonista dell'epoca.



Nello specifico, si trattava di Horii Kazuto, che entrò nei Nankai Hawks nel 1969 come settima scelta del draft e in seguito diventò uno dei personaggi di Abu-san. In quell'intervista Horii ha ricordato i suoi momenti vissuti a contatto con Mizushima. Nel manga, a Horii venne dedicata anche una scena padre-figlio con suo padre, Kazuo, all'epoca scout della squadra. 

Racconta Horii: "Quando Nomu-san (il coach Nomura Katsuya) divenne giocatore-allenatore, qualche anno dopo, il sensei Mizushima arrivò per la prima volta al campo d'allenamento di Tanabe, a Wakayama. I dirigenti della squadra sapevano del progetto di Abu-san, ma noi giocatori non conoscevamo né il manga né tantomeno l'aspetto dell'artista. Anzi, incrociando sul campo quel capellone occhialuto, magrolino e barbuto, molti dei miei compagni si chiesero chi fosse quello stramboide". 

"Poi" prosegue Horii, "ci dissero che era un mangaka che avrebbe disegnato un manga sui Nankai Hawks. E in quegli anni, ricordo, lo vedemmo spesso correre in campo con noi. A volte portava anche suo figlio, e si creava un'atmosfera davvero amichevole. Si diceva che il sensei avesse praticato a lungo il baseball da giovane, e infatti si vedeva: sia quando correva che quando lanciava, se la cavava niente affatto male. Con quei capelli arruffati non dava l'idea del giocatore esperto, ma nei movimenti basici la sfangava senza particolari problemi."

Abu-san raccontò degli Hawks in un'epoca in cui non erano popolari, e non si limitò alle stelle: anche riserve e staff apparirono coi loro veri nomi. Persino una giovane matricola come Horii ebbe il suo spazio.



"Ricordo con quanto orgoglio lessi di me e mio padre (allora scout) quando venimmo caricaturizzati insieme nelle pagine del manga. Una cosa che mi colpì in modo particolare fu quanto la storia fosse fedele alla realtà. Quando il sensei faceva delle ricerche, i suoi assistenti venivano e fotografavano tutto. Quando mio padre apparve nel suo ruolo di scout, un fotografo si presentò a casa nostra a scattare foto persino al soggiorno, che poi, puntualmente, riapparve disegnato in modo fedelissimo nel manga! (ride) 

Ora possiedo un locale nel quartiere Minami, a Osaka. Dopo la scomparsa del sensei ho appeso con orgoglio nel mio negozio un suo disegno autografato che conservavo gelosamente. A proposito, so che pagò di tasca propria un enorme cartellone che promuoveva Abu-san. Dicono che il personaggio di Kageura sia ispirato a diversi giocatori, ma secondo me era tutto frutto della fantasia. Certo, negli Hawks c'erano tanti indomiti bevitori, ma uno cool come lui... be', di sicuro quello no! (ride)

Il sensei Mizushima amava davvero gli Hawks" conclude Horii sorridendo, "ed è grazie a lui se anche noi riserve godemmo dei nostri momenti di gloria. Il baseball giapponese ha perso un vero poeta."



Ogawa Fumi, ex-giocatore degli Hawks e ora manager della terza squadra dei SoftBank Hawks, che apparve anche nel manga Abu-san, dopo la scomparsa di Mizushima disse che il sensei rappresentava di fatto il capo delle pubbliche relazioni della Pacific League. Probabilmente non si riferiva solo ad Abu-san, visto che anche i personaggi di Dokaben, giunti al professionismo, finirono per essere tutti scelti nella Pacific. Ma questa affermazione dimostra quanto l'opera abbia contribuito alla popolarità della lega in un'epoca a dir poco difficile.

Nel mondo dei manga di baseball, il liceo è spesso l'ambientazione principale, mentre disegnare storie sul professionismo è un avvenimento sempre più raro. Tanto più che, al giorno d'oggi, i problemi legati ai diritti d'immagine rendono quasi impossibile inserire dei giocatori reali in un fumetto. Questo rende Abu-san un'opera unica e senza tempo.

Chi, alla luce del recente boom del turismo in Giappone, ha la possibilità di andare a Tokyo e desidera scostarsi un po' dai consueti itinerari, faccia magari un salto da Abusan a Yotsuya, una taverna dedicata al baseball che prende il nome dal manga. 

Sin dalla sua apertura nel 1986, Abusan è diventato un ritrovo piuttosto famoso frequentato non solo dagli appassionati di baseball, ma anche da giocatori in attività, ex giocatori e addetti ai lavori del mondo dello sport professionistico. Immagini di Abu-san e non solo sono presenti sull'insegna del negozio, sui sacchetti di carta per le bacchettine e su alcuni piatti. 

Il link è: https://abusan.jp/


Ricordo ancora i servizi alla tv del 6 ottobre 2009, 16 anni fa, dopo la partita tra gli Hawks e gli Orix. In seguito all'annuncio, pubblicato il giorno prima su Big Comic Original, che il giocatore Kageura, alias Abusan, avrebbe posto fine alla sua lunghissima carriera nel baseball professionistico e si sarebbe ritirato, molti appassionati di baseball affollarono il locale per omaggiarlo. 

(2- fine)


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