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Nomo Hideo, la storia del samurai che unì Giappone e Major League (1)

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L’altra settimana, durante il koromogae , l'annuale cambio del guardaroba estivo con quello autunnale, ho scovato un vecchio Shonen Magazine del settembre 1995. Era infilato in un angolo della libreria, stretto tra riviste e cartelline anonime. In copertina, al posto di un personaggio dei manga, c’era uno sportivo: un lanciatore di baseball. Il nome Nomo Hideo non dirà nulla ai più. Eppure questo lanciatore, oggi cinquantasettenne, che ha ottenuto 123 vittorie complessive tra Giappone e Stati Uniti, è stato, durante il suo golden time, un autentico gigante del monte di lancio. Negli anni in cui partire dal Giappone per giocare nella Major League era praticamente impossibile – mi riferisco al primo quinquennio dei ’90, quando non esistevano né accordi né precedenti tra le leghe – lui ci riuscì. Fu un samurai solitario che, sbarcando in America, fece fiorire il proprio sogno. Oggi, con campioni come Otani Shohei che brillano negli Stati Uniti, il nome Nomo Hideo torna a essere giust...

Tutti uguali? La doppia vita dei personaggi di Adachi

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È innegabile che Adachi Mitsuru sia un autore che ha fatto della somiglianza fisica un marchio di fabbrica. I suoi personaggi sono tutti uguali? In Giappone è spesso uno degli argomenti più dibattuti su questo autore. Lui lo sa benissimo e ci scherza su. Se l'artista è il primo a farsi una risata sul suo difetto, chi siamo noi per non sorridere? I suoi difensori sostengono il concetto dell'identità basata su un tratto che è indice di personalità, non certo pigrizia creativa. Quindi, non sarebbe omologazione, bensì personalità del tratto.  Il tratto può e deve crescere e maturare, ma lo stile deve rimanere fedele a se stesso. Quando si prende in mano un suo manga si capisce che sia lui, senza nemmeno bisogno di scorrere un paio di pagine. È un segno distintivo.  Se l'ossessione dei detrattori ricade solo sul bel disegno, allora si dovrebbero buttare al cesso autentici capolavori per colpa di tavole disegnate male. La matita di Adachi crea linee curate, sfondi puliti ed è eff...

Gli Hawks campioni del Giappone dopo 5 anni!

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Hanshin Osaka - SoftBank Fukuoka 2 - 3. Ieri sera trionfo al Koshien che piomba nel silenzio assoluto, ammutoliti i tifosi dei Tigers! Doverosa digressione nel baseball dei pro: i SoftBank Hawks hanno compiuto l'impresa! Il 30 ottobre, allo stadio Koshien, hanno ribaltato le sorti di Gara 5 delle " SMBC Japan Series 2025 " contro gli Hanshin Tigers , conquistando la vittoria e il loro 12° titolo di Campioni del Giappone, dopo ben cinque anni di astinenza.  Con questa terza vittoria consecutiva in trasferta al Koshien, che segue l'1-1 determinato dalle due sfide iniziali di Fukuoka, gli Hawks sono balzati in cima alla vetta, vincendo la serie con un rotondo 4-1 !  Ebbene sì, siamo la bestia nera dei Tigers! Infatti questo scontro nelle Japan Series tra Osaka e Fukuoka ha avuto luogo per la prima volta dopo 11 anni, dall'ultima volta nel 2014. È stato il quarto incontro in assoluto tra i due club. In tutte le precedenti tre occasioni, nel 2014, nel 2003 (quando i S...

Abu-san, il manga che sostenne l'era oscura della Pacific League (2)

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Nel gennaio 2022, il giornalista Tsutsui Kazutaka, del mensile SLUGGER (numero che ancora conservo), realizzò un bel servizio su Mizushima, corredato da un'intervista a un protagonista dell'epoca. Nello specifico, si trattava di Horii Kazuto , che entrò nei Nankai Hawks nel 1969 come settima scelta del draft e in seguito diventò uno dei personaggi di Abu-san . In quell'intervista Horii ha ricordato i suoi momenti vissuti a contatto con Mizushima. Nel manga, a Horii venne dedicata anche una scena padre-figlio con suo padre, Kazuo, all'epoca scout della squadra.  Racconta Horii: " Quando Nomu-san (il coach Nomura Katsuya) divenne giocatore-allenatore, qualche anno dopo, il sensei Mizushima arrivò per la prima volta al campo d'allenamento di Tanabe, a Wakayama. I dirigenti della squadra sapevano del progetto di Abu-san, ma noi giocatori non conoscevamo né il manga né tantomeno l'aspetto dell'artista. Anzi, incrociando sul campo quel capellone occhialuto, ...