L'inizio dell'era funesta di Lupin III

Metto per un attimo da parte il baseball e scelgo di scrivere su una delle produzioni più controverse e chiacchierate della saga del ladro gentiluomo: "Lupin III - La leggenda dell'oro di Babilonia", il terzo lungometraggio cinematografico, uscito in Giappone nel 1985 e arrivato in Italia nel 1987.


Il motivo? Una trafiletto ingiallito di un vecchio giornale. Ma procediamo con ordine.

Per me, il Lupin in giacca verde anni '70 era un vero capolavoro, la miglior versione di sempre, la più vicina al manga originale, le cui meraviglie, a decenni dal debutto in Italia, mi balenano ancora sotto gli occhi. Il Lupin in giacca rossa dei primi anni '80, al contrario, si era allontanato troppo dai toni cupi e violenti della serie precedente, strizzando l'occhio a una leggerezza eccessiva e alla comicità. Senza contare i doppiatori cambiati, la regia, Fujiko chiamata Margot e altri compromessi che mi avevano fatto storcere il naso. L'ho sempre considerata una versione troppo commerciale, passabile, sì, ma di gran lunga inferiore alla precedente.

Riprendo il racconto: arrivarono le Feste di Natale del 1986. I network della Fininvest e le TV private, come di consuetudine, dedicarono quei pomeriggi di vacanza alla trasmissione di vari film d'animazione. Ancora inebriato dalle emozioni provate dopo aver visto "Il Castello di Cagliostro" di Miyazaki, la cui seconda parte era andata in onda su Rete 4 il 31 dicembre, facendomi concludere alla grande il 1986, lessi nella guida TV che la settimana successiva, a Capodanno, sempre su Rete 4, avrebbero trasmesso un nuovo film della serie, assolutamente inedito: "Lupin III, La leggenda dell'oro di Babilonia". Un titolo più che accattivante. La fibrillazione era a mille, ma non sospettavo che fosse solo il preludio a una grande delusione.



Infatti, quel primo gennaio fu il giorno in cui – me ne resi conto solo dopo – finimmo nell'era funesta della giacca rosa. Un paio di settimane dopo la trasmissione del film, su Italia 1 partì la terza serie di Lupin III (Lupin, l'incorreggibile Lupin). Ricordo di averla accolta con una freddezza tale che ne avrò viste sì e no una decina di puntate. Il character design mi lasciò perplesso e la trama mi sembrò faticosa da seguire, alquanto piatta e priva di caratterizzazioni particolari. Non riuscivo a capacitarmi del motivo per cui avessero snaturato Lupin e gli altri in quel modo. 

Torno al film che assomiglia più a un collage di gag divertenti fini a sé stesse che a un movie degno della serie. "La leggenda dell'oro di Babilonia", terzo lungometraggio della serie, approdò dunque per la prima volta in Italia su Rete 4, diviso in due parti trasmesse nel primo pomeriggio, rispettivamente il giorno di Capodanno e il 2 gennaio 1987. Aggiungo che, ma l'ho scoperto soltanto dopo averlo rivisto, la versione italiana venne terribilmente censurata (le scene soft di seminudo mi fanno ancora chiedere il perché di quel ridicolo taglio all'epoca!).

Si sa, la nostalgia spesso gioca brutti scherzi. Mi è bastato incrociare un ritaglio di giornale italiano coi programmi del primo gennaio 1987, rivedere uno scorcio dei magici palinsesti di quegli anni, per farmi tornare la voglia di rivivere quel Capodanno. Così, cercando in rete, ho incrociato un articolo giapponese dell'epoca che presentava il film. L'ho tradotto per capire con quali speranze avessero presentato il terzo lungometraggio in quel lontano 1985. La rivista è Ji Anime – dove ji è l'altra trascrizione giapponese dell'articolo inglese the (la più comune si pronuncia za), in pratica The Anime – del giugno 1985.



L'intervista (Giugno 1985)

Il titolo recita: "Un autentico giro del mondo! Azione mozzafiato per Lupin!"

Lasciando da parte il segreto legato al climax, questo mese vi presentiamo, attraverso un'intervista speciale, la lussuosa lineup di personaggi, mezzi meccanici e azione che vi introdurranno al film! Questo mese, vi forniremo informazioni sul film attraverso un'intervista al character designer Aoki Yuzo. Innanzitutto, vorremmo sapere a che punto è la situazione della produzione. A che punto siete arrivati?

Aoki: Al momento (aprile), abbiamo circa 1100 tagli in lavorazione, escludendo lo storyboard della scena finale. Circa il 30% delle animazioni chiave è stato completato.

Ci sono differenze tra i personaggi principali di Lupin e gli altri rispetto a quelli trasmessi in TV?

Aoki: Fondamentalmente, ci atteniamo all'ultima serie TV. Tuttavia, intendiamo apportare alcune modifiche alle proporzioni, alle espressioni e ad altri aspetti per renderli ancora più affascinanti. Inoltre, ad eccezione di Fujiko, abbiamo utilizzato colori molto più sobri rispetto alla serie TV. Anche Fujiko cambierà un vestito dopo l'altro come in una sfilata di moda, quindi attendetevi anche questo con impazienza.

Ci parli dei personaggi ospiti. Siamo ansiosi di sapere quali bellezze appariranno.

Aoki: Una nonnina di nome Rosetta svolge un ruolo estremamente importante. Nel film apparirà anche la sua versione giovanile. Inoltre, come già annunciato, sotto la guida di Zenigata, appariranno cinque belle poliziotte provenienti da tutto il mondo. Sono bellezze selezionate tra le forze di polizia mondiali al Concorso Internazionale per Donne Poliziotto sponsorizzato dall'ICPO, ragazze piene di charme. A me, personalmente, piacciono molto questi personaggi. Tra loro c'è anche una ragazza cinese che si innamorerà di Goemon. Vedremo come si concluderà la loro storia d'amore! Mi piacciono anche i tirapiedi del cattivo, il boss della mafia di New York, Marciano.



Oltre ai personaggi, su quali altri aspetti come i mezzi meccanici vi state concentrando?

Aoki: Per quanto riguarda le difficoltà, in questo film in particolare, il numero di personaggi e di mezzi meccanici è elevato. Tra i mezzi, compaiono carri armati, veicoli corazzati, elicotteri, motoscafi, oltre a Dune buggy, Jeep e motociclette, e persino un risciò, e tutti sono disseminati nelle varie scene d'azione. Inoltre, ci sarà anche una scena ambientata sull'Orient Express. E tutti questi elementi, persino un singolo rivetto su un'auto, devono essere pieni di realismo che si addice al mondo di "Lupin", ed è proprio su questo aspetto che stiamo faticando molto.

L'azione è molto enfatizzata in questo "Lupin"; come verrà rappresentata sullo schermo?

Aoki: Poiché è un film interamente incentrato sull'azione, stiamo cercando di conferire personalità a ciascuna scena d'azione. Nello specifico, stiamo lavorando allo storyboard dopo aver esaminato attentamente la scelta dell'ambientazione e dei mezzi meccanici che appaiono. In particolare, la scena sull'Orient Express menzionata prima e la scena nel deserto saranno scene d'azione piene di velocità.

Qual è la parte su cui vi state concentrando maggiormente nel lavoro che state portando avanti ora? Inoltre, tra i "Lupin" a cui avete lavorato finora, qual è il vostro preferito?

Aoki: La mia è una personalità tale per cui mi appassiono sempre di più a qualunque scena stia disegnando, quindi penso che alla fine metterò impegno in ogni singola scena. Il mio preferito finora rimane il primo lungometraggio per il cinema, quello di Lupin contro il clone Mamo (Lupin III - La pietra della saggezza).



Infine, ci parli della battaglia all'interno della Torre di Babele che rappresenterà il climax del film.

Aoki: Sulla base del design del responsabile artistico, stiamo attualmente rivedendo la parte del climax. Questa parte è un segreto e sarà una sorpresa da scoprire al cinema, ma potrete vedere un'immagine rara e grandiosa che vi lascerà a bocca aperta, quindi, per favore, abbiate fiducia!

Certamente non si può non averla per Lupin. Concludendo, citiamo un messaggio del regista Seijun Suzuki: "Insieme a un'azione esaltante e stimolante, vorrei anche rappresentare la strana interconnessione tra le persone e la civiltà. Chi penserebbe mai che il tesoro dell'antica Babilonia si trovi nella moderna New York. Vi do un indizio segreto. Un alieno di colore nero".

Le varie didascalie parlano di "bellezze e donne eccentriche che si intrometteranno tra Lupin e gli altri", di "intrepidi gangsters che mirano a Lupin: Chin, Mike, Bows, Willy" e di "cinque bellezze selezionate tra le poliziotte di tutto il mondo nel concorso per poliziotte internazionali sponsorizzato dall'ICPO (International Criminal Police Organization, INTERPOL). Inseguono Lupin come subalterne dell'ispettore Zenigata. Da sinistra: Zakskaya (rappresentante Sovietica), Lasagna (rappresentante Italiana), Saranda (rappresentante Africana), Qing Xiao (rappresentante Cinese) e Kara Mel (rappresentante Americana)".



Oggi, che mi atteggio a vecchio saggio, di quelli che guardano da lontano e al massimo annuiscono, a quasi quarant'anni dall'uscita del film, ho deciso di riguardarlo. E ora posso rivalutarlo un poco. Non è certo un capolavoro e segna un deciso passo indietro rispetto ai precedenti. Tuttavia, dopo averlo rivisto, ammetto che abbia qualche spunto frizzante che spesso manca persino nei recentissimi remake di Lupin. In sostanza, è un film leggero, spensierato e, tecnicamente, nemmeno così malvagio.

Una novità su tutte che ricordo bene e che mi suscita un certo orgoglio: come detto, al fianco di Zenigata arrivarono cinque avvenenti poliziotte internazionali (spacciate per reginette di bellezza), tra cui spicca l'italiana Lasagna (!), la quale ottenne il posto a discapito di una francese, di un'inglese, di una brasiliana e di un'australiana (nazioni che di solito hanno la precedenza sulla nostra quando in Giappone si tratta di rappresentare l'elemento internazionale). Indice che, in quegli anni '80, agli occhi del Giappone, l'Italia era salita alla ribalta e se la giocava con le grandi potenze.

Tirando le somme, pur mancando della serietà e del mistero dei Lupin precedenti, e nonostante punti troppo sul lato caricaturale, mi spingo a dire che "Lupin III - La leggenda dell'oro di Babilonia" rappresenti una visione tutto sommato passabile del "nostro" ladro gentiluomo.

Commenti

  1. Ah mi ero preoccupato quando ho letto il titolo del post.
    Invece leggendo, manifesti tutti i dubbi e le tendenze della nostra generazione.
    Ci credi che non ho mai visto né "Il castello di Cagliostro" (e ce l'ho in dvd lì vicino alla Tv tra le cose da guardare...da circa 15 anni) né "L'oro di Babilonia"? E il perché è che anche io rimasi deluso dalla giacca rosa. Odiai subito anche la sigla: quel "Lupin Lupin" alla Valeri Manera che in Spagna amici mi dicono è diventato "Holly e Benjy" (stesse note, testo differente).

    Il Lupin giacca verde ha scene leggendarie che le serie successive si sognano. La mia preferita è quella in cui il nostro insegue il cattivo che ha rapito una ragazza fuggendo in motoscafo e tradendo la promessa fatta al ladro gentiluomo. Lupin allora abbandona il suo atteggiamento zuzzurellone e si fa ferocemente serio. Prende la mira in equilibrio sulla tavola di legno trascinata dal motoscafo. Il silenzio. Lo sparo. Il centro. Epica!

    Della seconda serie apprezzo grandemente una cosa: la colonna sonora! Il tema principale, superhero...prima o poi devo procuramela.

    Delle serie successive ho visto e con piacere solo quella dedicata a Fujiko.

    Fantastica Lasagna.

    Ciao
    Giù

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  2. Lunga vita alla giacca verde, con quei colori psicadelici e la tipica brutalità dei cartoni anni 70!
    Lupin è un'opera per adulti e va trattata come tale, tematiche e sigle comprese!
    La giacca rosa è stata un vero e proprio trauma generazionale, siamo d'accordo. E anche sulla sigla... vabbé.
    Il film su Cagliostro guardatelo almeno una volta, perché merita. Se non altro perché Lupin -anche se un po' addolcito perché ci ha lavorato Miyazaki- ha la giacca verde.
    Ho seguito la serie dedicata a Fujiko in presa diretta, ricordo che la mandavano in onda a orari da vampiri. Il motivo è scontato, ma ne valeva la pena, perché si respira tutta l'essenza del vero Monkey Punch. Lo stile dell'animazione è superbo, la costruzione del mondo è ottima, la sceneggiatura "hardboiled" va a tutto gas fin dall'inizio e, soprattutto, la Mine è assolutamente affascinante.

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