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Il giorno in cui il Koshien andò in frantumi: i cinque keien di Gojira

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Luglio 1992, l'estate del mio primo anno in Giappone. Gli appassionati di baseball ribollivano di aspettative. Il settimanale Shukan Baseball dedicava la copertina a uno studente, azzardando che potesse eclissare le gesta del grande Kiyohara Kazuhiro. Quel ragazzo era Matsui Hideki, soprannominato Gojira (Godzilla), il quarto battitore del liceo Seiryo di Kanazawa. Nato con quasi quattro chili di peso, Matsui era talmente grande che il padre lo costrinse a battere da mancino (pur essendo destrorso) per non dominare troppo i coetanei Nonostante eccellesse anche nello judo con prospettive olimpiche, il richiamo del Koshien fu più forte. L'allenatore Yamashita lo accettò nel club di baseball solo a patto che perdesse dieci chili dal suo peso (già 90 kg all'ultimo anno delle medie).  Già al primo anno di liceo, fu promosso slugger , quarto battitore (in Giappone si dice che il quarto battitore sia il volto rappresentativo della sua squadra), il ruolo che incarna potenza, mental...

Ripercorrendo la storia delle gyaru (1)

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Negli ultimi anni, con il revival delle culture degli anni Novanta e Duemila ormai ben radicato, anche il concetto di gyaru è tornato prepotentemente alla ribalta, soprattutto sui social giapponesi. Vivendo qui da parecchi anni, osservo questo ritorno con una certa familiarità: di certo non è la prima volta che vedo il concetto di gyaru scomparire e riemergere sotto nuove forme. Chi è, anzi, cos’è una gyaru ? Ma cos’è davvero una gyaru ? Un’icona di stile, un archetipo ribelle o semplicemente uno spirito indomito? Questa serie di post riflette le mie opinioni personali, maturate osservando il fenomeno dalla fine degli anni Ottanta a oggi, spesso in prima persona (ma mi appoggerò anche ai contenuti giapponesi per ciò che non ho visto coi miei occhi), con l’obiettivo di tracciare una mappa il più possibile completa della sua affascinante evoluzione. Prima di tutto c’è necessità di chiarire cosa s’intenda oggi, in Giappone, quando si parla di gyaru . Nell’immaginario collettivo il t...

Quando i ribelli giocano a baseball

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Ovvero, Batsu & Terry , la ribellione anni '80 al genere grinta e sudore. Bats e Terry sono due nomi scolpiti nella mia memoria. Certo, un po’ sbiaditi dal tempo, ma non per colpa loro: negli anni si sono accumulati così tanti manga, anime, sceneggiati e film che il confronto è diventato inevitabile. Eppure, rileggendoli di recente, quei due scapestrati mi hanno fatto risentire il brivido di un’epoca. Questo manga frizzante, nato dalla matita di Oshima Yasuichi , poggia su un’idea semplice e vincente: due ribelli contro il mondo. Se volessimo usare una metafora cromatica, il vettore ribelle e quello sportivo si incrociano in un semaforo sempre verde, lanciandosi a tutta velocità verso il divertimento e gli eccessi tipici degli sfavillanti anni ’80 made in Japan. I protagonisti? Due liceali sbruffoni, Gun e Teru , che sono come cane e gatto (qui si dice hachamecha konbi ). Entrambi vorrebbero fare il lanciatore, ma il ruolo lo decisono con la morra cinese ( janken ). Perciò Bat...

Nomo Hideo, la storia del samurai che unì Giappone e Major League (8)

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Il testo che segue l’ho recuperato da un recente numero della rivista “Shukan Baseball” datato 2024, in particolare dallo speciale intitolato Nomo Hideo Densetsu  (La leggenda di Nomo Hideo), e da alcune interviste apparse nella rivista “Baseball Magazine” del giugno 2023. Al giorno d’oggi, leggere o sentire di un giapponese che milita in Major League non stupisce più nessuno: Darvish, Suzuki, Kikuchi, Maeda, Yamamoto, Senga, Sasaki e tanti altri sono protagonisti fissi del campionato americano. Ma prima di tutti questi e di coloro che li hanno preceduti a partire dal 1997 (Ichiro, Matsui, Irabu, Aoki, Taguchi, Fukudome per citarne alcuni) si affermò un lanciatore di nome Nomo Hideo. Il 13 febbraio 1995 i Los Angeles Dodgers annunciarono la sua firma dopo averlo convinto a lasciare per sempre i Kintetsu Buffaloes e la Lega Giapponese, un evento che segnò l’inizio di una nuova era. Dopo di lui, oltre sessanta giocatori giapponesi avrebbero seguito la stessa strada. Già nel 1988, pri...